La questione caro carburanti è tornata prepotentemente a infiammare il dibattito pubblico dopo la fine di quel taglio alle accise che aveva contribuito a tenere bassi i prezzi alla pompa nel 2022. Confael, la Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori, lancia l’allarme e chiama in causa il Governo, che dovrebbe, secondo il Segretario generale, Domenico Marrella, “affrontare con urgenza questo problema disponendo l’azzeramento totale delle accise e una forma di sgravio ulteriore, ad esempio sotto forma di credito di imposta, per i prossimi mesi, in particolare per le aziende di autotrasporto e i loro lavoratori”.

Il punto di Confael sulla questione del caro carburanti

Per Marrella, infatti, “non dobbiamo dimenticare che oltre l’86% dei beni nel nostro Paese è trasportato su gomma, per questo è fondamentale intervenire per scongiurare il blocco delle attività di fornitura di beni nei punti vendita, che comporterebbe difficoltà nel reperimento dei prodotti, la corsa all’accaparramento e possibili fenomeni speculativi”. Le accise, che da tempo gravano sui carburanti, “sono aggravate dall’Iva: un meccanismo assurdo ed inspiegabile che denunciamo da tempo e che, oggi, appare ancor più inaccettabile”.

Ormai sempre più spesso il prezzo di benzina e diesel alla pompa supera i 2 euro al litro (nel dettaglio, si arriva a 2,22 euro al litro per la benzina e oltre i 2,30 euro al litro per il diesel). 

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