Da ieri sera, domenica 1 dicembre, il mondo (dell’automotive, e non solo) sa che il discusso Carlos Tavares non è più l’amministratore delegato di Stellantis. Non esattamente un fulmine a ciel sereno – i rumors si erano moltiplicati negli ultimi mesi – ma comunque una notizia fragorosa per un gruppo che, nelle auto così come tra i veicoli commerciali, quelli che più ci interessano, registra numeri molto importanti, anche se in calo rispetto a qualche tempo fa.

‘Colpa’ dell’elettrificazione e di una strategia talvolta ondivaga. Ed effetto di tutto ciò è un braccio di ferro, specialmente con il governo italiano, che va avanti ormai da un po’ di tempo. Erede dei terremoti risalenti all’epoca di Marchionne e frutto di una fusione, quella tra Fiat e PSA (Citroen e Peugeot), con l’aggiunta decisiva del marchio Opel, mal digerita dalle parti di Torino. Una fusione forse necessaria (così è stata sempre venduta, a dire il vero) ma che ha portato a una sensibile riduzione delle funzioni per via della centralizzazione di molti reparti e, specialmente tra i veicoli commerciali, alla convivenza sul mercato di furgoni molto simili tra loro con quattro brand diversi.

Carlos Tavares e Stellantis: un rapporto controverso

Come ben riassunto dai nostri colleghi di Powertrain, la relazione tra Carlos Tavares e Stellantis è stata meno idilliaca di quella con il Gruppo PSA. Quella che è sembrata un’opa ostile a FCA da parte dell’entità a trazione transalpina si è rivelata un boomerang. Il piede in America, con Chrysler e Jeep, è sempre più traballante, il nodo occupazionale è tutto da sciogliere, l’elettrificazione pesa sui conti e i rapporti con il governo italiano sono eufemisticamente tesi.

Ad ottobre, Tavares sbottò con una rivelatrice esternazione: «Altri hanno creato il caos e voi chiedete a me di risolvere la situazione e di garantire posti di lavoro. Non sono un mago, sono un essere umano come voi». Del resto, Tavares era stato piuttosto tranchant anche in occasione dell’intervento fulmineo davanti ai giornalisti ad Atessa (noi c’eravamo: qui a pagina 46). La sintesi suona più o meno così: non ci sono le infrastrutture, il costo dell’energia è il più caro d’Europa, paghiamo il gap competitivo con i costruttori cinesi.

stellantis small-sized vans
Small-sized

Il nuovo AD atteso entro la metà del 2025

I fatti emersi ieri: il Consiglio di Amministrazione della società italo-franco-americana, sotto la presidenza di John Elkann, ha accettato le dimissioni di Carlos Tavares dal suo ruolo di amministratore delegato con effetto immediato. Il processo di nomina del nuovo amministratore delegato permanente è in corso, gestito da un comitato speciale del Consiglio di amministrazione, e si concluderà entro la prima metà del 2025. Fino ad allora, sarà istituito un nuovo comitato esecutivo ad interim, presieduto da John Elkann. Stellantis conferma le indicazioni presentate alla comunità finanziaria il 31 ottobre 2024, per quanto riguarda i risultati dell’intero anno 2024.

E queste le parole di John Elkann: «I nostri ringraziamenti vanno a Carlos per i suoi anni di servizio dedicato e per il ruolo che ha svolto nella creazione di Stellantis, oltre che nelle precedenti inversioni di rotta di PSA e Opel, mettendoci sulla strada per diventare un leader globale nel nostro settore. Non vedo l’ora di lavorare con il nostro nuovo comitato esecutivo ad interim, supportato da tutti i colleghi di Stellantis, mentre completiamo il processo di nomina del nostro nuovo Ceo. Insieme garantiremo la prosecuzione della strategia aziendale nell’interesse a lungo termine di Stellantis e di tutti i suoi stakeholder».

Fiat E-Ducato

E adesso?

Difficile dire cosa potrebbe succedere adesso che va via quello che era anche diventato un capro espiatorio per le mancanze del gruppo. Bisognerà capire chi guiderà il gruppo dall’anno prossimo, e si fa sempre più insistente il nome di Luca de Meo, italiano, numero uno di Renault. Proprio di una possibile fusione tra Stellantis e Renault si parla da tempo. Insomma, lo scenario è in grande cambiamento. Tralasciando in questa sede le implicazioni a livello di passenger car, Stellantis e i sei marchi che la compongono (Fiat, Citroen, Opel, Peugeot, Vauxhall e Ram) è leader di mercato (dati 2023) sia in Italia, con il 45,5 per cento, che in Europa, con una quota di poco superiore al 30 per cento tra i veicoli commerciali leggeri. In Italia, poi, Stellantis guida anche tra i veicoli commerciali elettrici con il 47,5 per cento registrato sempre nel 2023.

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