Il mercato rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra superiore a 3,5t indica un incremento del 7,1%. Questo, rispetto al giugno 2019 (1.134 unità immatricolate contro 1.059). La stima del primo semestre 2020 denuncia un calo consolidato delle immatricolazioni pari a 37,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (5.415 unità contro 8.640).

A comunicarlo UNRAE, l’Associazione delle Case estere, che ha elaborato una stima del mercato sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

mercato rimorchi

Mercato rimorchi, il dato è positivo ma la ripresa è lontana

Tutto bene quindi? Non proprio stando alle parole di Sandro Mantella, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE. Mantella dichiara che “siamo di fronte ad andamenti che si possono sostanzialmente interpretare come conseguenza dell’emergenza sanitaria. Emergenza che ha ridotto o bloccato, per un certo periodo, tanto le attività di produzione quanto quelle di collaudo dei veicoli. Questo, ha incrementato, in conseguenza, i ritardi storici delle immatricolazioni, ora riprese seppure tra notevoli difficoltà”.

Il dato che fotografa un +7,1% a giugno “sconta quindi la contingenza, ma non indica certo una ripresa.”

Vi riportiamo le altre parole di Mantella.

“D’altra parte, la proiezione semestrale ci dice che da gennaio a giugno le immatricolazioni di rimorchi e semirimorchi hanno perso il 37,3%. Questo è il dato crudo che conta e che dimostra una caduta importante anche al di là della cifra in sé, già grave. Fotografa una situazione che non riesce ad uscire da una spirale di incertezze politiche, che trascinano le indecisioni imprenditoriali. Perciò, senza una programmazione di aiuti che sia vigorosa e che abbia alle spalle risorse strutturali da elargire in tempi brevi, la volontà di investire da parte degli imprenditori calerà”.

Risorse e semplificazioni, ora più che mai urgenti

“Se le risorse promesse e le semplificazioni indicate a livello di governo non incideranno rapidamente sull’operatività delle aziende, a settembre molti dei potenziali fruitori non saranno più sul mercato. Sgonfiata la bolla delle immatricolazioni accumulate, gli indici torneranno inesorabilmente a calare”.

Inevitabile, a questo punto, anche il calo degli indici di rinnovo del parco veicoli e, ancora peggio, di quelli legati all’occupazione. Parole, per certi aspetti, non dissimili da quanto affermato da Unatras nella lettera inviata al Mit per sollecitare gli interventi a favore dell’autotrasporto.

Le magnifiche sorti e progressive, di leopardiana memoria, legate agli scenari di sviluppo sostenibile dipinti dalle istituzioni “sembrano essere oggi meno che mai realistici, se visti dal lato della logistica e del trasporto”.

“Servono risorse e progetti – conclude Mantella – con un occhio attento alle difficoltà obiettive della situazione reale e l’altro rivolto alle conclusioni di molti studi e ricerche che indicano – anche sulla scorta dell’esperienza maturata in questi tempi difficili – come stanno mutando la logistica e la distribuzione, soprattutto sulla spinta dello sviluppo esponenziale dell’e-commerce”.

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