Camion a zero emissioni, i costruttori chiedono di rinviare di tre anni gli obiettivi CO₂
All’IAA Transportation, i vertici dei principali costruttori europei di veicoli industriali hanno denunciato il ritardo delle infrastrutture e condizioni economiche ancora non sufficientemente favorevoli. Pur confermando gli obiettivi climatici, chiedono all’Unione europea di posticipare al 2033 la scadenza prevista per il 2030.
In occasione di IAA Transportation, i principali costruttori europei di camion e autobus hanno chiesto all’Unione europea di rinviare di tre anni gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂, attualmente previsti per il 2030. L’appello è stato lanciato ad Hannover dai vertici di DAF Trucks, Daimler Truck, Ford Otosan, Iveco Group, MAN Truck & Bus, Scania e Volvo Group.
Secondo l’ACEA, l’associazione europea dei costruttori, le condizioni necessarie per favorire l’adozione su larga scala dei veicoli pesanti a zero emissioni sarebbero in ritardo di almeno tre anni. I produttori ribadiscono di aver già investito nello sviluppo di una gamma completa di mezzi elettrici e a idrogeno, ma sostengono che infrastrutture, connessioni alla rete e condizioni economiche non stiano avanzando abbastanza rapidamente.
Camion a zero emissioni ancora al 2,4%
Attualmente, soltanto il 2,4% delle nuove immatricolazioni europee di camion pesanti riguarda veicoli a zero emissioni. In Italia, Spagna e Polonia la quota resta inferiore all’1%, mentre raggiunge il 4,3% in Germania e il 2,4% in Francia.
A 45 mesi dall’entrata in vigore del target 2030, i costruttori evidenziano soprattutto la scarsità delle infrastrutture: in Europa sarebbero disponibili meno di 2.000 punti di ricarica pubblici adatti ai camion, contro un fabbisogno stimato di almeno 700 nuove installazioni al mese. Le stazioni operative per il rifornimento di idrogeno sarebbero invece meno di dodici.
Tra le altre criticità indicate figurano i lunghi tempi per le connessioni alla rete elettrica, l’applicazione ancora limitata dei pedaggi basati sulla CO₂ e il mancato aggiornamento delle norme europee su pesi e dimensioni.
Il rischio delle sanzioni
Dal 2030 i costruttori dovranno ridurre del 43% le emissioni medie dei nuovi veicoli pesanti. Le sanzioni previste ammontano a 4.250 euro per ogni grammo di CO₂ eccedente, per veicolo: secondo ACEA, mancare l’obiettivo di tre punti percentuali potrebbe generare circa 2,2 miliardi di euro di penalità.
“Gli investimenti sono stati realizzati e oggi è disponibile un’ampia gamma di veicoli senza emissioni di CO₂”, ha dichiarato Karin Rådström, presidente di Daimler Truck e dell’ACEA Commercial Vehicle Board. “Ma la loro sostenibilità economica dipende anche da un ecosistema che è chiaramente in ritardo”.