Il confronto tra Governo e autotrasporto cambia data e si articola in due incontri. Matteo Salvini ha confermato per martedì 20 ottobre a Milano un appuntamento mattutino con le rappresentanze nazionali, comprendenti sindacati e associazioni di categoria, e uno pomeridiano con le delegazioni delle proteste. La conferma è arrivata durante un’intervista a Rds, dove il ministro ha sottolineato che partirà da quelle di Puglia, Calabria e Sicilia.

Dalle mobilitazioni territoriali alla pressione nazionale

L’accelerazione arriva dopo giorni di tensioni, soprattutto nel Mezzogiorno. Il 14 ottobre avevamo riferito della lettera con cui undici rappresentanze nazionali chiedevano al ministro dell’Interno Piantedosi di tutelare gli autisti e la circolazione delle merci in Puglia, denunciando presunte intimidazioni contro chi non aderiva alle proteste. E poi i fermi in Sicilia e Calabria, dal 16 al 20 ottobre e tutt’ora in corso.

Così il 15 ottobre UNATRAS aveva alzato il livello del confronto, chiedendo una convocazione urgente e prospettando, in assenza di risposte, anche la proclamazione di un fermo nazionale. Il giorno successivo era arrivata la prima convocazione del MIT per il 27 ottobre.

Due incontri e il nodo della rappresentanza

Salvini in questi giorni ha sentito telefonicamente Nicandro Vigilante, tra gli autotrasportatori in presidio al casello di Poggio Imperiale, nel Foggiano. Vigilante ha chiesto un confronto diretto e un trattamento del gasolio come carburante professionale, con conseguente riduzione del prezzo. Il ministro, a quel punto, ha prima indicato il tavolo istituzionale delle 10 in Prefettura a Milano e poi aperto a un successivo incontro dedicato alle delegazioni del Sud, che si svolgerà nel pomeriggio (fonte: ANSA).

Sul confronto è intervenuto anche il presidente di UNATRAS, Paolo Uggè, che si è detto soddisfatto per l’anticipo della data ma ha anche sottolineato che la riunione istituzionale dovrebbe svolgersi “esclusivamente con le organizzazioni nazionali presenti nell’Albo degli autotrasportatori. Il coinvolgimento di realtà associative diverse non ci consentirebbe di gestire adeguatamente le esigenze dell’intero settore. Siamo fiduciosi che anche su questo punto il ministro possa condividere la nostra posizione, nell’interesse di una rappresentanza efficace e responsabile di tutto l’autotrasporto italiano”.

Caro gasolio e flotte: quali risorse sono in discussione

Secondo le indicazioni dell’entourage del ministro riportate da ANSA, il Governo lavora per rendere disponibili i 590 milioni già stanziati per il rinnovo del parco veicolare, finora rallentati da ostacoli burocratici. Per quel che riguarda i costi correnti, gli obiettivi annunciati comprendono l’erogazione delle risorse contro il caro gasolio, ulteriori coperture per il 2026, l’estensione del credito d’imposta al 2027 e fondi aggiuntivi per autotrasporto e Marebonus.

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