X3 Energy ha inaugurato il 10 maggio a Milano il primo distributore di biometano per autotrazione in città. Grazie alla partnership con A2A, infatti, il quantitativo di metano erogato dal distributore viene “compensato” immettendo nella rete una pari quantità di biometano, ottenuto cioè da fonti rinnovabili. Tutto questo con un processo tracciato e certificato da enti terzi e rispettando le procedure applicative del gestore dei servizi energetici (GSE). Il distributore self-service, attivo H24, si trova in via Amoretti 93, all’estrema periferia Nord del territorio cittadino.

La cerimonia di inaugurazione del distributore di biometano X3 Energy

In occasione della cerimonia di inaugurazione, culminata con il tradizionale taglio del nastro, abbiamo incontrato il fondatore e Amministratore Delegato di X3 Energy, Giovanni Baroni, che dallo scorso novembre è anche presidente Piccola Industria all’interno di Confindustria. Con lui anche Paolo Bellotti, responsabile Marketing, Vendite e Comunicazione di A2A. Ne abbiamo approfittato, oltre che per farci illustrare dettagli e finalità del progetto condiviso, per fare con loro una riflessione sulla decarbonizzazione della mobilità e del trasporto commerciale.

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Da sinistra, l’AD di X3 Energy Giovanni Baroni e Paolo Bellotti, responsabile Marketing, Vendite e Comunicazione di A2A

“Questo impianto è il risultato di importanti investimenti che il nostro gruppo ha fatto”, spiega Baroni. “Grazie all’accordo con A2A rinnoviamo il metano fossile come biometano nell’ottica di una reale decarbonizzazione. Crediamo, infatti, che il biometano possa rappresentare una risposta concreta per centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Inoltre – continua l’AD di X3 Energy – l’utilizzo del biometano consente di valorizzare e preservare una filiera, quella dei motori termici alimentati con biocombustibile, che è un’eccellenza italiana riconosciuta nel mondo. Senza contare l’indotto, la filiera automotive in Italia conta oggi 70mila addetti. La spinta all’elettrificazione rende incerto il futuro di questa filiera e il biometano può davvero rappresentare un’alternativa perché la transizione non abbia ricadute sociali negative”.

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«La transizione energetica sarà multiforme»

Inevitabile parlare, dunque, di transizione energetica e scenari futuri. “Se parliamo di trasporto commerciale, nessuno ha ancora individuato soluzioni definitive per i prossimi anni o decenni. Io vedo un futuro in cui diverse tecnologie – elettrico, idrogeno, biocarburanti o magari qualcosa di cui oggi ancora non si parla – convivono. Il grande errore, anche politico, che viene commesso oggi è favorire una dittatura tecnologica, se così vogliamo dire. Dal nostro punto di vista, e parlo anche come rappresentante di Confindustria, non crediamo sia particolarmente saggio sposare un’unica posizione. O, in questo caso, un’unica via tecnologica”, aggiunge Giovanni Baroni.

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“A2A sta seguendo già da qualche anno un piano industriale decennale in cui si pone come protagonista della transizione ecologica”, racconta Paolo Bellotti. “Nel caso della collaborazione con X3 Energy sull’impianto che stiamo inaugurando, il ruolo di A2A è quello di immettere in rete un quantitativo di biometano pari a quello che viene erogato alla pompa. Tutto questo è tracciato e certificato dal gestore del servizio energetico. Questo perché è tecnicamente complesso, nonché diseconomico, creare singoli tubi che vanno negli erogatori. Quello che conta è che il sistema interconnesso da cui viene preso il gas poi erogato alla pompa sia rifornito da un pari quantitativo certificato all’origine. Inoltre, il biometano è totalmente prodotto da impianti che si trovano sul territorio italiano”.

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