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Buongiorno Marco, è un piacere averla qui sulle nostre pagine. Webfleet Video, il nuovo prodotto che avete sviluppato in grado di integrarsi perfettamente nella suite di strumenti che già offrite per la gestione delle flotte, vuole rivoluzionare il concetto di dashcam e migliorare ulteriormente l’impatto dei sistemi ADAS sulla guida. Qual è l’approccio che avete seguito per la sua messa a punto?

«L’approccio che vogliamo utilizzare per questa nuova soluzione è quello della sicurezza, non solo dell’asset in sè, ma anche del driver. Io, per esempio, l’ho installata a bordo della mia auto ed è uno strumento che aiuta a mettere in chiaro quello che succede sulla strada. La dashcam è integrata con la piattaforma Webfleet (una soluzione SaaS che offre la completa gestione della flotta dal geoposizionamento alla gestione del tachigrafo digitale ndr): perciò in modo automatico, quando c’è un evento particolare come una frenata o una sterzata brusca, viene ingaggiata la registrazione della videocamera andando a salvare i 10 secondi precedenti e i 10 secondi successivi all’evento. A decidere la gravità dell’evento che farà scattare la registrazione è il gestore della flotta (che quindi imposta i parametri). La sicurezza viene aumentata anche perché la telecamera non è puntata solo verso l’esterno, ma anche verso l’interno. Qui entrano in gioco questioni legate alla privacy di ciascuno di noi, che Webfleet ha comunque preso in considerazione, inserendo la possibilità di disattivare lo strumento puntato verso l’autista. L’intelligenza artificiale collegata alla videocamera interna riesce ad analizzare vari fattori e capisce se il conducente sta fumando, bevendo o sta parlando al telefono, se ha le cinture allacciate. A fronte di un evento considerato potenzialmente pericoloso il driver verrà avvisato dal sistema tramite segnali acustici e visivi».

Webfleet Video
Marco Federzoni, Sales Director Italy di Webfleet Solutions

Ma in questo modo l’autista non potrebbe sentirsi “colpevolizzato” dal sistema?

«Webfleet Video non è stato sviluppato per colpevolizzare l’autista, ma per sensibilizzarlo su tematiche cruciali per la sicurezza sulla strada. Il rischio è quello di comprendere di essere stanchi solamente quando è troppo tardi. Per esempio, per quanto riguarda l’aspetto delle cinture di sicurezza, ci è stato chiesto da un potenziale cliente un sistema che sappia riconoscere l’effettivo allacciamento della cintura. L’aspetto cruciale non è tanto nel certificare l’aggancio della cintura quanto, piuttosto, capire se l’autista stia eventualmente aggirando il blocco. Una pratica “scorretta” che ora, con i sistemi di Webfleet Video attivi, è molto più complicata da mettere in atto. Si tratta di vantaggi effettivi per chi guida professionalmente, che favoriscono la gestione dell’azienda e mettono l’autista professionista in grado di lavorare meglio e più serenamente. Per questo dico che, grazie al nostro sistema, chi guida seguendo le regole del Codice della Strada, è ancora più sicuro e sereno nello svolgimento delle sue mansioni».

Webfleet Video

Le telecamere di Webfleet Video verranno declinate in base alla grandezza dell’abitacolo del mezzo su cui saranno installate? In sostanza, la disposizione all’interno della cabina di un trattore stradale sarà diversa rispetto al posizionamento su un furgoncino leggero?

«No, il sistema sarà simile per tutte le tipologie di veicoli. Visto che la telecamera interna è grandangolare è in grado di riprendere non solo l’autista ma perfino i passeggeri, quindi non ci sono problemi di sorta sui mezzi più grandi. La telecamera interna, tuttavia, può non essere attivata anche attraverso comandi direttamente impartiti tramite software oppure può essere coperta da un tappo specifico, questo nel rispetto delle norme sulla privacy italiane ed europee».

La telecamera interna può essere posizionata in una parte diversa del parabrezza rispetto a quella esterna?

«No, le due telecamere del sistema Webfleet Video fanno parte del medesimo tool e sono posizionate nello stesso punto del parabrezza. Quando andiamo a fare il montaggio i tecnici valutano il posizionamento migliore in base alle caratteristiche del mezzo. Per le auto, per esempio, il posizionamento migliore è a sinistra dove di solito si posiziona il Telepass. Abbiamo provato a metterla sulla destra del conducente: anche in questo caso riesce comunque a riprenderlo ma l’AI fa più fatica a riconoscere i casi pericolosi, come stanchezza o consumo di bevande alla guida».

Webfleet Video sarà integrato con il cronotachigrafo dei mezzi pesanti, croce e delizia degli autotrasportatori da tanti anni a questa parte?

«No, anche perché Webfleet Video è già integrato con il nostro sistema Link di gestione della flotta e l’avviso, in caso di eventi specifici, arriva direttamente dalla nostra strumentazione per far sì che la gravità dell’evento sia determinata dal fleet manager. Ma da un punto di vista percentuale quasi tutti gli eventi potenzialmente classificati come pericolosi rientrano nelle casistiche di Webfleet Video. In fondo si potrebbe parlare di una terza dimensione della telematica per l’automotive: sebbene siano stati costruiti altri sistemi video, quello proposto da Webfleet è il primo che permette di abbinare i dati telematici con quelli che provengono da una strumentazione hardware che sfrutta l’intelligenza artificiale. Una commistione di tecnologie che potrà dare origini a possibilità ancora più interessanti in futuro».

E quale sarà il rapporto della componente audiovisiva con le altre strumentazioni di bordo?

«Infatti non si tratta solo della parte video pura, ma anche dell’integrazione generale con tutta la piattaforma. Esiste anche un pulsante SOS che interviene quando accade qualcosa di non previsto: premendolo il sistema salverà la registrazione audiovisiva effettuata dieci secondi prima e dieci secondi dopo l’evento. La segnalazione può essere effettuata in qualunque momento, come nel caso di una lastra di ghiaccio che cade dal semirimorchio di un mezzo pesante. Si tratta di una funzione interessante anche da un punto di vista assicurativo: per esempio, per quanto riguarda gli incidenti che riguardano i mezzi pesanti, nella maggior parte dei casi non è il camion la causa del sinistro, anche se di solito è il primo ad essere incolpato. Con Webfleet Video è semplice capire la reale dinamica dell’incidente, anche alla luce della recente rivoluzione della “mobilità dolce” che ha comportato un aumento esponenziale del numero di biciclette e di monopattini elettrici nei centri cittadini. La piattaforma Webfleet risulta essere comunque certificata (possiede un uptime del 99,9%): come sicurezza ulteriore, tuttavia, è stata inserita anche la possibilità di utilizzare una memoria SD aggiuntiva, in grado quindi di compensare eventuali mancate registrazioni video da parte del sistema telematico di bordo, come nel caso di incidenti particolarmente gravi in cui è l’integrità stessa del mezzo a venire meno. Si tratta, in sostanza, di una specie di “scatola nera”, in grado di fornire un’ulteriore sicurezza in più ad un sistema già estremamente performante e totalmente in cloud, sicuro e organizzabile in base alle esigenze del cliente.

Wielton maxi volume al carico

Il sistema fornito da Webfleet può essere utilizzato anche dagli autisti di bus di linea o turistici, che trasportano persone. Importanti clienti a livello europeo nel trasporto persone hanno legato la piattaforma Webfleet all’erogazione di specifici corsi di guida sicura e di “ecodriving” con grande soddisfazione dei drivers e dell’azienda. Inoltre, in termini di ROI (“Return of Investement”) l’installazione di Webfleet Video rappresenta una scelta oculata: un solo incidente evitato grazie al miglioramento dell’attenzione dell’autista o un contenzioso vinto grazie alla testimonianza video in pratica ripagherebbe l’investimento iniziale». 

Webfleet propone anche una serie di soluzioni dedicate alla telematica intelligente per la gestione dei semirimorchi. Come sta procedendo la partnership siglata con Wielton e Viberti, importanti allestitori di semirimorchi europei? E quali sono le tappe per il futuro di questa tecnologia?

«Con i due partner in questione stiamo lavorando molto bene. L’80% delle installazioni sui loro mezzi è fatta con nostri strumenti, anche perché a breve i nostri prodotti otterranno la certificazione di strumenti che integrano la “Transizione 4.0″, che è applicabile anche ai rimorchi. L’interesse, in questo caso, oltre che per la tecnologia è anche per il ruolo fiscale, grazie agli incentivi statali che ne deriverebbero. Dopo la sperimentazione gratuita di tre mesi i clienti si stanno davvero rendendo conto del ruolo di “asset” svolto dalla telematica nella gestione dei semirimorchi, soprattutto nell’ottimizzazione della gestione dei viaggi. Siamo fra i primi in Europa ad aver fatto contratti per i semirimorchi con il nostro sistema di tracciamento e con il TPMS. Grazie alla collaborazione con Bridgestone sempre più aziende fanno contratti del tipo “Pay per Kilometer” e pagano in base alla strada fatta: in questo modo tutto è automatizzato, senza necessità del fermo veicolo per il controllo effettivo del chilometraggio percorso. Con il sistema offerto da Webfleet tutto è automatizzato ed estremamente preciso grazie al controllo della frenata, dei chilometri effettuati, dello stato dello pneumatico».

In conclusione, parlando di prodotti e progetti futuri, Webfleet ha in serbo novità?

«Abbiamo lanciato il Pro 8475, il nostro nuovo terminale video di bordo – ormai non si può chiamarlo semplicemente “navigatore”. Lo abbiamo sviluppato all’insegna della robustezza e lo abbiamo testato nelle condizioni più severe: ci siamo saliti sopra con un’automobile, lo abbiamo lanciato da un altezza di tre piani. Si tratta di un prodotto pensato per essere estremamente versatile e resistente, soprattutto per coloro che effettuano molteplici operazioni di carico e scarico ogni giorno. Il Pro 8475 ha un sistema Android di ultima generazione e permette anche di effettuare fotografie geolocalizzate. Ovviamente si può integrare totalmente con gli altri dispositivi aziendali: può essere utilizzato per la rendicontazione con il CRM aziendale, per la gestione delle unità di refrigerazione, può essere collegato al sistema TPMS di Webfleet, in grado quindi di gestire gli allarmi sia all’interno del mezzo che in sede. Abbiamo deciso di produrlo in dimensioni piuttosto ridotte – solo 7 pollici – per diminuire le distrazioni alla guida, nel solco della sicurezza più stringente».

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