cabotaggio

Deflagra il cabotaggio. Nel pacchetto mobilità della Commissione europea c’è la norma-bomba che esclude gli autotrasportatori dall’applicazione della direttiva sui distacchi per periodi di permanenza inferiori ai cinque giorni in un Paese diverso dal proprio. Anche se in abbinata si propone di applicare agli autisti la normativa del Paese ospitante in materia di paga e ferie.

“Le proposte della Commissione di fatto consentono agli operatori esteri di effettuare prestazioni di trasporto dal lunedì al venerdì, di rientrare nei Paesi d’origine nel fine settimana e poi ritornare. Questo metterebbe fuori gioco le imprese italiane. Inacettabile”, dice il Presidente di Fai Conftrasporto, Paolo Uggè.

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Se l’Italia lo affronta, l’Europa lo liberalizza

Per l’europarlamentare del Pd e componente della Commissione Trasporti, Isabella De Monte, le proposte della Commissione vanno contro le indicazioni del Parlamento europeo: “Ricordo che di recente si è approvata la risoluzione contro la liberalizzazione del cabotaggio, che come obiettivo aveva proprio quello di dare un messaggio chiaro alla Commissione Ue”.

Al di là delle dichiarazioni d’intenti anti-dumping e di altre misure più favorevoli al settore, la cui concretezza è peraltro da verificare (per esempio le norme contro le cosiddette ‘letter box companies‘, società con sedi fittizie di comodo, che saranno obbligate all’effettiva operatività), è paradossale che mentre Bruxelles cerca di far passare la norma per liberalizzare il cabotaggio, la Camera approvi, con voto di fiducia, la Manovrina con le misure a favore della categoria, fra cui quelle sul cabotaggio.

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