Dopo i primi incoraggianti segnali di ripresa dopo un anno complicato, il mercato dei veicoli trainati ha subito una nuova e pesante battuta d’arresto a marzo, purtroppo già ampiamente prevista a causa del trend che è in rosso da ormai tre anni. Infatti, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, il Centro Studi e Statistiche UNRAE ha pubblicato il consueto report sul mercato dei veicoli trainati che, a marzo 2021, ha segnato un tonfo di -24,4% rispetto a marzo 2019 (improponibile il confronto con marzo 2020, interessato dal lockdown). I rimorchi e i semirimorchi immatricolati con massa totale a terra superiore alle 3,5t sono stati 1.400 contro i 1.853 di due anni fa.

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Veicoli trainati, l’andamento torna in negativo

“I risultati di marzo rappresentano lo stato reale del comparto – commenta Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE. Finiti, infatti, i recuperi delle immatricolazioni dopo le chiusure della prima fase della pandemia, il mercato si va assestando sul trend negativo che siamo purtroppo abituati a vedere da tre anni a questa parte”.

“Il rinnovo green del parco circolante – sottolinea ancora Starace – e la diffusione delle motorizzazioni alternative non sono ancora una realtà tangibile. Eppure, se si guarda all’innovazione tecnologica applicata sui veicoli già presenti sul mercato, si può vedere chiaramente come quelli rimorchiati abbiano fatto importanti passi avanti sia dal punto di vista della sicurezza, sia in termini di risparmio energetico e quindi di contributo alla diminuzione di gas climalteranti. Dalla diminuzione delle tare al design aerodinamico, alla capacità di dialogare col veicolo trainante per contribuire al controllo costante delle condizioni di marcia, oggi il veicolo rimorchiato è soggetto attivo nel processo di transizione verso una mobilità sempre più sostenibile”.

“Per questa ragione – conclude Starace – è di fondamentale importanza accelerare il rinnovo del parco dei veicoli rimorchiati, non solo attraverso la destinazione di incentivi economici mirati, ma anche ricorrendo a pratiche a costo zero per lo Stato, come controlli periodici più severi e ravvicinati in funzione dell’anzianità del mezzo o rendendo più stringenti le norme che disciplinano l’importazione di usato dall’estero. Nella stessa ottica, è necessario incentivare l’adozione di quegli allestimenti specifici che – dovendo utilizzare una fonte autonoma di energia – impiegano tecnologie avanzate che sfruttano energie rinnovabili”.

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