Trasportatori siciliani, il CTS annuncia il fermo dal 14 al 18 aprile
Il Comitato Trasportatori Siciliani, riunito in assemblea il 19 marzo, chiede un confronto urgente al Governo su Sea Modal Shift, costi ETS, possibile ETS2 e rincari. In assenza di risposte, proclamato un fermo dei servizi.
Il Comitato Trasportatori Siciliani (CTS), riunito in assemblea giovedì 19 marzo, ha annunciato la richiesta di un incontro formale con il Governo per ottenere chiarimenti su alcune questioni ritenute critiche per il settore. In assenza di riscontri, il Comitato ha proclamato un fermo dei servizi di trasporto con presidi nei principali porti siciliani dalle ore 00:01 del 14 aprile 2026 alle ore 24:00 del 18 aprile 2026.
Al centro delle preoccupazioni del CTS ci sono innanzitutto il Sea Modal Shift, rispetto al quale vengono chiesti “urgenti chiarimenti relativamente alle date dei pagamenti ed ai criteri di calcolo adottati”, e il sistema ETS, i cui oneri, secondo il Comitato, continuano a essere corrisposti agli armatori e poi riversati al Ministero dell’Ambiente, senza che sia noto l’effettivo impiego delle risorse.
Tra i nodi evidenziati anche la possibile introduzione dell’ETS2 dal 2028. Il CTS segnala che, “da fonti giornalistiche”, emergerebbe questo scenario, con possibili effetti pesanti sui bilanci delle imprese di autotrasporto, lamentando però l’assenza, allo stato, di comunicazioni ufficiali da parte delle istituzioni competenti.
Un ulteriore elemento di allarme riguarda l’aumento dei costi del carburante e dei traghettamenti da e per Sicilia e Sardegna. Secondo il Comitato, i rincari sarebbero aggravati dalla condizione di insularità e dagli oneri legati al sistema ETS. Nel comunicato si sottolinea che, nonostante l’intervento del Governo sul caro gasolio con il decreto legge, “nulla è stato fatto sul costo degli imbarchi, diretta conseguenza del caro-gasolio”.