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Toyota Proace City, se mi metti alla frusta mi faccio in 4. La nostra prova

Toyota Proace City

Toyota Proace City: all’esame della strada la variante Toyota del van Psa non delude. Comodo, ben equipaggiato, con abbondante spazio per le merci e in più il sistema di carico passante. Ed è pure risparmioso

La variante giapponese. Tranquilli, non evoca brutti pensieri. Al contrario, è una soluzione ideale per il trasporto e le consegne in città. E per eleganza e praticità, questo sì, anche contagiosa. Frutto della partnership con il Gruppo Psa, Toyota Proace City, presentato per la prima volta nella primavera 2019 (al salone inglese di Birmingham), è il van compatto più giovane tra quelli realizzati sulla piattaforma francese da cui traggono origine anche Citroën Berlingo, Opel Combo, Peugeot Partner. Congelate le forme, il design e la meccanica in virtù degli stretti vincoli di parentela, Toyota prova a smarcarsi.

Mettendo in campo una gamma snella nella sua articolazione (due passi, altrettante lunghezze, tre potenze diesel, da 75 a 130 cavalli, più un 110 cavalli con motore a benzina, differenti livelli di allestimento, con la possibilità di dotazioni aggiuntive offerte in pacchetti mirati), puntando su praticità, sicurezza e un certo stile, per fare breccia nelle scelte della clientela (artigiani e corrieri in primis). Le tabelle di riferimento, con i relativi grafici, possono essere consultate nell’articolo presente sul numero di febbraio 2021 di Vado e Torno, che tutti i nostri lettori possono sfogliare online, in linea con l’iniziativa lanciata dalla casa editrice lo scorso anno.

Toyota Proace City, la versione Long alla frusta nel nostro test

La versione del Proace City nel nostro test è quella Long, ovvero con passo lungo di 2.975 millimetri, portata maggiorata (siamo alla soglia dei 900 chili per 3,9 m3 nel vano di carico), spinta dal ‘millecinque’ (con start-stop) più muscoloso a catalogo (130 cv), abbinato al cambio a 6 marce manuale.

L’estrema concretezza della furgonetta col Marchio jap si combina con un’abitabilità più che soddisfacente e una dotazione di tutto rispetto per un van di questa categoria. Peraltro con la possibilità di personalizzare a piacere pescando tra i vari pacchetti proposti. La base di partenza, e questo vale per tutti gli allestimenti, è comunque ottima, offrendo, tra l’altro, Esc, Abs ed Ebd, ma anche l’assistente alla frenata d’emergenza e quello per le ripartenze in pendenza.

Toyota Proace City

E poi, ancora, il sistema di pre-collisione, l’avviso di superamento di corsia con controllo sterzo, il riconoscimento della segnaletica stradale. Non mancano un paio di chicche: il sistema di carico passante Smart cargo che aumenta la lunghezza del carico di 1,3 metri con 0,4 m3 di spazio in più, e lo Smart active vision che trasmette a bordo, su uno schermo a colori di 5 pollici, una vista in tempo reale della zona posteriore e di quella laterale destra.

La meccanica. Quando in scena ci va l’affidabilità

Prende il gruppo motore cambio da Psa regalandosi la certezza del rendimento Così come per le forme e linee esterne, anche per tutto ciò che sta sotto l’abito non ci sono grandi margini di manovra rispetto ai modelli con i quali il Proace City condivide la piattaforma. Niente male. Il van jap, che con il medio Proace e l’icona Hilux tra i pick-up costituisce l’offerta Toyota nei commerciali, punta infatti le prospettive di crescita sulla sostanza.

Ovvero sulla funzionalità, la robustezza e il rendimento. E in questo senso il Proace City, accompagnato da una garanzia di 5 anni/200 mila chilometri, dimostra su strada di avere dalla sua numeri a sufficienza per imporsi nel competitivo segmento dei van compatti. Nel caso del veicolo in prova, la furgonetta Toyota si presenta con la riserva dei 130 cavalli erogati dal 4 cilindri di 1.5 litri, gestiti al meglio da un cambio manuale a 6 marce che fa il suo dovere senza incertezze. Si muove agile anche a carico

Toyota Proace City

Considerando la configurazione del veicolo, un trazione anteriore con portata maggiorata (siamo poco sotto la soglia dei mille chili: davvero niente male), e quindi la conseguente tara (1.430 chili), il Proace City si fa apprezzare per l’agilità e la piacevole reattività che garantisce in ogni situazione, anche a carico. Il van compatto col Marchio jap non scende a compromessi neppure in materia di sicurezza. Il contributo di sospensioni e freni, ma soprattutto dell’abbondante e ormai irrinunciabile elettronica, con i vari Abs, Ebd, Esc, è in questo senso decisivo.

Il giudizio di Vet

Il fatto di condividere la piattaforma porta benefici in termini di processi industriali e costi, ma evidentemente toglie all’originalità e alla fantasia. Detto questo, e sottolineato che il discorso vale per tutti i costruttori che si spartiscono le piattaforme, il Toyota Proace City ha il merito di mettere subito a proprio agio il conducente. Comodo e spazioso il giusto, si muove con disinvoltura e sicurezza, anche grazie al buon livello della dotazione. Il vano è ben organizzato per trasportare fino a due europallet. Non è poco.

2021-02-10T10:26:59+01:0010 Febbraio 2021|Categorie: PROVE|Tag: |

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