Nel trasporto a temperatura controllata oggi contano affidabilità misurabile, tracciabilità lungo l’intera filiera e sicurezza operativa. È su questo terreno che Schmitz Cargobull sta costruendo la propria proposta, lanciata ieri in una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di giornalisti provenienti da tutto il mondo: un ecosistema integrato che mette insieme il semirimorchio refrigerato S.KO COOL, le unità di refrigerazione per il trasporto S.CU, il sistema telematico TrailerConnect e pacchetti di assistenza su misura.

Secondo l’azienda, l’integrazione tra componenti – dal veicolo alla telematica fino al service – è ciò che consente di aumentare l’operatività, ottimizzare l’energia e garantire una documentazione continua delle temperature, elemento decisivo per l’alimentare, il farmaceutico e la chimica sensibile. “Nel trasporto a temperatura controllata l’affidabilità è la priorità assoluta”, sottolinea Ralph Kleideiter, CSO di Schmitz Cargobull, spiegando che i clienti chiedono sempre più “soluzioni di sistema” e non singoli prodotti.

I numeri, come ben sappiamo, raccontano di un posizionamento già ben consolidato: Schmitz Cargobull indica una quota di mercato intorno al 50% nel segmento dei semirimorchi refrigerati in Europa.

La S.CU dc90 di Schmitz Cargobull

La novità tecnica più rilevante del 2026 è la S.CU dc90 (presentata a Solutrans e lanciata ufficialmente ieri), che in Europa sostituisce la precedente S.CU dc85. Il nuovo modello nasce con un obiettivo dichiarato: aumentare prestazioni riducendo consumi e impatto ambientale. Schmitz Cargobull parla di fino al 6% in più di capacità frigorifera e fino al 10% in meno di consumo di carburante rispetto al modello precedente. A livello operativo, questo si tradurrebbe anche in tempi di raffreddamento più rapidi: per l’azienda, il passaggio da +30 °C a -20 °C nel vano di carico avverrebbe circa 30 minuti prima rispetto alla dc85, con una riduzione fino al 21% del tempo complessivo.

Un secondo tassello riguarda la transizione normativa e industriale sui refrigeranti. Schmitz Cargobull dichiara di essere il primo costruttore a introdurre in Europa il refrigerante R454A come standard nel sistema modulare S.CU, in risposta alle prospettive di una riduzione graduale delle quote UE per refrigeranti con alto equivalente di CO₂, che potrebbe influire sui costi del precedente R452A. L’azienda evidenzia per l’R454A un GWP diretto sensibilmente più basso e una riduzione dell’equivalente di CO₂ dell’89% rispetto all’R452A.

Sul piano dell’architettura, la S.CU dc90 adotta un compressore alternativo ermetico a due stadi, indicato come leva per contenere manutenzione e riparazioni nel circuito frigorifero. Resta il motore diesel Hatz common-rail ottimizzato, con un range di regime esteso, compatibile anche con carburante HVO100.

Il tema “efficienza” però, in questa strategia, non è solo tecnico: passa anche dalla gestione. Le unità S.CU integrano funzioni telematiche come Cargosets e Remote Start, oltre a un monitoraggio proattivo tramite Smart Service che mira a intercettare guasti e anomalie in tempo reale, suggerendo azioni correttive prima che si traducano in fermo mezzo. Inoltre, Schmitz Cargobull include di serie un contratto Full Service di 24 mesi, comprensivo di TrailerConnect e delle principali attività di manutenzione e riparazione, con estensioni modulari.

Non manca una proposta “ponte” verso l’elettrificazione: sia la S.CU d80 sia la nuova dc90 possono essere ordinate con interfaccia ePTO ready, per consentire il funzionamento in elettrico quando il trattore lo supporta, senza ricorrere a batterie ad alta tensione aggiuntive sul semirimorchio. In assenza di energia elettrica, il sistema passa automaticamente al diesel, una logica pensata per flotte miste e continuità operativa.

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