È nata ufficialmente sabato 15 ottobre ETA – Ethical Transport Approach, l’associazione che si propone di ripensare il ruolo degli autisti per riqualificare una professione che ha un disperato bisogno di nuova linfa vitale. Guidare un camion – hanno sottolineato gli ideatori dell’associazione – non è ritenuto un lavoro attrattivo e questo dipende da diversi fattori: sussistono dei cliché sociali che non corrispondono più alla realtà di un’attività che richiede notevoli competenze tecnologiche e in tema di sicurezza, oltre a soft skill necessarie per sostenere il livello di stress da gestire giorno e notte; inoltre, nella maggior parte delle aziende di trasporto commerciale, effettivamente la figura dell’autista non ha ancora il giusto riconoscimento. Una scarsa considerazione che si sostanzia pure in una non sempre puntuale formazione e negli stipendi non adeguati.

Serve un nuovo standard di gestione, insomma, per motivare i giovani a una professione in via di estinzione, ma strategica per l’economia. Lo pensano Emanuela Carpella e Giuseppe Lacorte, alla guida di due aziende di trasporti e rispettivamente presidente e vicepresidente ETA.

Il progetto ETA: idee e un decalogo

Il progetto ETA si propone di ottenere maggiori investimenti, pubblici e privati, nella formazione professionale dell’autotrasportatore e dei suoi collaboratori e raggiungere l’obiettivo etico ed umanistico dell’essere umano al centro, per creare valore aggiunto pur nella condivisione dei rapporti di lavoro. Così facendo, e rovesciando il paradigma del camionista stereotipato che svolge un lavoro duro e pericoloso ma sottopagato, si potrebbe giungere alla loro equiparazione con i piloti commerciali di aereo, con una loro divisa identificativa con competenze ed anzianità di servizio; “Riteniamo – hanno detto i fondatori di ETA – che si potrebbe attrarre anche una percentuale di giovani in cerca di un’attività lavorativa ben retribuita”.

Tra i concetti cardine del decalogo “fondativo” di ETA ci sono la necessità di rimettere le persone al centro, l’inclusione e l’accoglienza, un maggiore coinvolgimento dei dipendenti, l’attenzione per la salute e il benessere mentale degli autisti, l’impegno nella formazione e nel training, la volontà di incrementare il controllo e la manutenzione dei mezzi, la fornitura di strumenti adeguati, la promozione di un cambiamento per quanto riguarda la visione della figura del camionista e l’assicurazione di una retribuzione adeguata garantita.

In primo piano

Tutto quello che vedremo a Transpotec Logitec 2026

Tutte le 'otto sorelle' camionistiche, il mondo dei rimorchi e degli allestimenti, ma anche veicoli commerciali leggeri, componentistica di settore e il rafforzamento dell’area Logitec che sarà collocata all’ingresso dei padiglioni 22 e 24 e ospiterà oltre 80 aziende del settore logistico. Dal 13 al...

Kia PV5: il racconto della prova sul percorso urbano di VeT [Video]

Abbiamo messo alla prova il nuovo furgone elettrico Kia PV5 sul nostro rinnovato percorso urbano di 88 km. Nel video vi raccontiamo la nostra esperienza, le sensazioni alla guida e vi sveliamo qualche chicca tecnologica che conferma come il Kia PV5 sia un modello da tenere d’occhio per il prossimo f...

Articoli correlati