Michelin, l’Attestato per la gestione sostenibile dei pneumatici va a 67 aziende italiane
Michelin Italiana ha presentato la quinta edizione dell’Attestato per la gestione sostenibile dei pneumatici, ottenibile da aziende con almeno il 30% di pneumatici ricostruiti e almeno il 10% di pneumatici riscolpiti sul totale di quelli montati sul parco effettivo. Premiate 67 aziende italiane, contro le 34 dello scorso anno.
Nel trasporto pesante, la sostenibilità non passa solo da nuovi carburanti o veicoli elettrificati. Anche la gestione dei pneumatici, voce spesso più silenziosa, incide. Ed è su questo terreno che Michelin Italiana rilancia l’Attestato per la gestione sostenibile dei pneumatici, giunto ormai alla quinta edizione.
L’attestato si inserisce nelle celebrazioni per i 120 anni di presenza in Italia: l’azienda, in occasione dell’evento svoltosi nelle sale del ristorante Verso Capitaneo – in piazza Duomo a Milano – ha ricordato l’insediamento nel 1906 e un presidio industriale in Piemonte che vanta oltre 3.800 dipendenti e una capacità produttiva di 14 milioni di pneumatici l’anno.
I criteri di assegnazione dell’attestato
Ma quali sono i criteri stabiliti per vedersi riconosciuto l’attestato? Alla risposta anteponiamo una precisazione semantica: la ricostruzione consiste nel sostituire il battistrada mantenendo la carcassa quando è idonea; la riscolpitura, invece, è un’ulteriore incisione del battistrada per recuperare profondità utile e percorrenza. Bene, per ottenere l’attestato è necessario che le flotte rispettino due soglie fondamentali: almeno il 30% di pneumatici ricostruiti e almeno il 10% di pneumatici riscolpiti sul totale di quelli montati sul parco effettivo.
Così facendo – come sottolineato da Silvia Vergani, direttrice marketing Michelin italiana – “si sposta l’attenzione dal solo acquisto del nuovo a una logica di economia circolare: meno scarti e più valore estratto da ogni carcassa, purché selezionata e gestita correttamente”.
La stessa Vergani, poi, ci ha tenuto a ricordare quello che è il perimetro dell’iniziativa: “È aperta a trasporto merci, trasporto persone e impieghi cava-cantiere”.
I benefici di questo modello in numeri
Quest’anno l’attestato è stato assegnato a 67 flotte italiane, che complessivamente dichiarano un parco circolante superiore a 23 mila veicoli. Secondo i dati diffusi da Michelin e certificati da Dekra, l’adozione di pratiche come ricostruzione e riscolpitura ha generato un risparmio complessivo di 8.228,8 tonnellate di CO2 (stimate come equivalenti alle emissioni annue di circa 6 mila auto) e di 2.904,4 tonnellate di materie prime, paragonate alle risorse necessarie per produrre circa 41.500 pneumatici nuovi.
“Siamo orgogliosi di celebrare questa quinta edizione con un numero così alto di flotte premiate: il loro impegno conferma che la sostenibilità è una leva concreta di competitività“, afferma Silvia Vergani.
L’azienda francese attribuisce al modello benefici che riguardano sia ambiente che redditività. La durata complessiva del pneumatico sarebbe estendibile fino al 375% e l’azienda stima che ogni ricostruzione eviti, in media, il consumo di circa 50 chili di risorse, con un costo medio inferiore del 40% circa rispetto a uno pneumatico nuovo (a parità di prestazioni). La riscolpitura, inoltre, viene associata a un incremento della percorrenza chilometrica del 25% e a una riduzione dei consumi di carburante di 2 litri ogni 100 chilometri.
Numeri importanti che, come sottolineato dalla stessa Silvia Vergani in chiusura, vanno a braccetto con il livello di sicurezza assicurato da questi pneumatici ricostituiti: “Va rimarcato che tutti sono sottoposti a un processo che prevede 86 controlli, sia prima che dopo la ricostruzione, utili ad attestare il loro livello di sicurezza”.