Tante, troppe, sono ancora le tragedie che colpiscono con cadenza sempre più frequente il settore della logistica e dei trasporti. Una delle ultime in ordine di tempo è avvenuta in uno dei magazzini all’interno dell’Interporto di Bologna, dove un giovane addetto ha perso la vita dopo essere stato travolto da un camion che faceva manovra nel piazzale di carico/scarico. Un fatto che aveva scosso i lavoratori e la dirigenza dello scalo emiliano, tanto da portare alla presa di coscienza collettiva di un miglioramento delle condizioni lavorative del personale impiegato in questo settore. Alle prime dichiarazioni d’intenti, sono seguiti mesi densi di incontri e appuntamenti che, finalmente, hanno portato a stilare la Carta metropolitana per la logistica etica, ufficialmente presentata dal Sindaco Metropolitano di Bologna Matteo Lepore.

Tra i principi su cui si fonda vi è, in particolare, il tema della sicurezza sul lavoro prevedendo più linee di intervento che vanno dalla formazione continua alla scelta degli appaltatori nelle ditte di facchinaggio, passando per il rispetto dei contratti e della corretta applicazione della normativa in merito alla salute e sicurezza, non trascurando sistemi innovativi e di welfare come la mobilità delle persone. Rilevante è anche il tema dell’innovazione con l’impegno di promuovere la transizione digitale e ambientale e favorire l’attrazione di nuovi investimenti sostenibili, come previsto dal Piano Territoriale Metropolitano, in cui l’Interporto di Bologna riveste il ruolo di principale ambito in cui localizzare gli insediamenti della “Grande Logistica”.

Carta metropolitana per la logistica etica, un documento largamente condiviso

Il documento è stato promosso da: Città metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Unioni dei Comuni della Città metropolitana di Bologna, Prefettura di Bologna, Camera di Commercio di Bologna, INAIL – Dipartimento Territoriale Bologna, Ispettorato territoriale del lavoro di Bologna, Unità Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle AUSL di Bologna e di Imola, Aeroporto G. Marconi di Bologna, CGIL di Bologna e Imola, CISL Area metropolitana bolognese, UIL Emilia Romagna e Bologna, Alleanza delle cooperative di Bologna e di Imola, CNA Bologna e Imola, Confartigianato imprese Bologna metropolitana, Confindustria Emilia Area Centro, Libera Bologna e Interporto Bologna SpA.

“Siamo impegnati da molto tempo migliorare le condizioni del lavoro nell’Interporto di Bologna. Questa carta, dopo la firma dei due Protocolli sulla legalità già in essere, conferma la nostra volontà di fornire tutto il supporto possibile per la promozione di un lavoro stabile e in sicurezza.” dichiara il Direttore Generale dell’Interporto Sergio Crespi. “La collaborazione con tutti i soggetti firmatari servirà per avere un maggior controllo e per stabilire delle regole che creeranno un modello che potrà essere replicato in tutti gli ambiti lavorativi regionali e nazionali”.

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