La crisi infinita del Covid-19 non accenna ad affievolirsi: la mutazione di un gene ha creato una nuova temibile variante del Sars-Cov-2, a detta degli esperti non meno letale della prima ma più contagiosa e difficilmente rintracciabile con i tamponi fino ad ora utilizzati. La nuova variante di Covid-19, diffusasi inizialmente in Gran Bretagna, ha spinto Londra a nuove drastiche misure contenitive su tutto il territorio nazionale e ha indotto praticamente mezzo mondo ha bloccare ogni spostamento da e verso la terra di Albione.

A farne le spese con particolare intensità, ancora una volta, sono gli autotrasportatori, bloccati da più giorni sulle strade inglesi e francesi, nella regione del Kent e a Calais, con code chilometriche e con la sosta obbligata in enormi parcheggi, in attesa che la situazione si sblocchi. Il tutto nel pieno dei negoziati sulla Brexit per concordare l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, in quella che si sta rivelando una corsa disperata per evitare che enormi disagi si riversino su tutto l’autotrasporto europeo nei prossimi anni.

Gran Bretagna

Gran Bretagna, la crisi nella crisi

Tutto è iniziato con la sospensione da parte francese degli spostamenti di merci accompagnate, sia in entrata che in uscita, da e verso la Gran Bretagna. Bloccati i traghetti, chiuso l’Eurotunnel e sospesi numerosissimi voli, praticamente in arrivo in quasi tutti gli scali europei. Le misure contenitive per arginare una nuova impennata di contagi, per di più di una variante maggiormente contagiosa, hanno però creato una situazione socio-sanitaria complicatissima, in assenza di adeguati servizi igienici, per tutti gli utenti che hanno viaggiato sulle direttive tra Francia e Inghilterra.

Sono stati interessati in particolar modo gli autotrasportatori in rientro transfrontaliero nel continente, che si trovavano nel Regno Unito proprio in concomitanza con l’adozione delle misure. Numerosi veicoli pesanti sono stati fatti defluire sulle piste non utilizzate dell’Aeroporto di Manston (nel video a corredo dell’articolo): ma si tratta di una soluzione tampone, in quanto lo scalo non riuscirà a contenere l’enorme mole di veicoli come le immagini delle lunghissime code dimostrano. Anche sul versante francese, per quanto sia meno tragica, la situazione resta comunque critica.

Francia e Gran Bretagna al lavoro per sbloccare la situazione

Il premier inglese Boris Johnson e il presidente francese Emmanuel Macron stanno lavorando alacremente per sbloccare la situazione nel rispetto delle norme di sicurezza dettate dalla pandemia. A rischio, hanno avvisato le sigle dei consumatori, ci sono migliaia di tonnellate di approvvigionamenti per Natale.

Dal canto loro le associazioni dell’autotrasporto europeo, tra cui le nostrane Conftrasporto e FIAP, hanno denunciato una situazione insostenibile, con “condizioni catastrofiche”, per le migliaia di camionisti e camioniste che si sono trovati bloccati nella zona francese di Calais e nella contea di Kent in Inghilterra, dove si trova il porto di Dover. il principale scalo marittimo per traghetti da e verso il continente per il trasporto merci su gomma.

Conftrasporto, l’appello alla ministra De Micheli

“Una soluzione per coloro che si trovano in territorio francese potrebbe essere la realizzazione di un’area di parcheggio attrezzata e custodita che permetta ai trasportatori di lasciare il camion senza correre il rischio che venga rubato o svaligiato, per poi tornare a casa con qualsiasi altro mezzo consentito – suggerisce il presidente di Conftrasporto Uggè -. Per coloro che si trovano in Inghilterra, mi rendo conto che l’operazione sarebbe più complessa, anche perché non più risolvibile in ambito comunitario. Si potrebbe comunque tentare di compiere la stessa operazione, ferme restando le condizioni indispensabili legate ai controlli sanitari”.

“Facciamo appello alla ministra, che si è dimostrata sensibile agli oggettivi problemi di un settore che non si è mai fermato e che nei giorni scorsi ha voluto ringraziare i lavoratori dei trasporti e della logistica con un video trasmesso dalle reti Rai – ricorda Uggè – Chiediamo che i nostri camionisti, così indispensabili per la sopravvivenza delle città, siano messi nelle condizioni di poter tornare a casa e, se potranno farlo con il loro camion, di prevedere ristori per i maggiori costi sostenuti”.

FIAP, in campo per capire la situazione. Blocco merci non ha precedenti

Parole simili arrivano anche dal neo eletto segretario generale di FIAP: “Chiudere completamente le frontiere ai movimenti delle merci non ha precedenti nell’attuale gestione della pandemia. È sempre stata garantita la continuità delle catene logistiche attraverso le cosiddette Green Lanes (corsie verdi). La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti On. De Micheli e tutto il Governo hanno ora l’onere di osservare con la giusta attenzione la situazione, attivando gli strumenti più opportuni”.

Intanto in Gran Bretagna sono state comminate alcune multe per gli autotrasportatori in divieto di sosta sulle strade inglesi. Inoltre, stando a quanto riportato dalla Kent County Council nei luoghi interessati dalla sospensione dei camion le autorità locali hanno iniziato a distribuire barrette di cereali agli autisti. Una magrissima consolazione in una crisi che non lascia tregua.

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