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È il mondo dell’autotrasporto il nemico numero uno dei Grünen (i Verdi), il partito ecologista che in Germania viaggia su percentuali medie di consenso superiori al 30 per cento. Ecco quindi che, se il governo centrale da Berlino silura l’iniziativa Abbiegeassistent Jetz (“assistenti di svolta ora”) per imporre su tutti i camion entro il luglio 2022 le telecamere e i sensori che “illuminino” l’angolo morto a destra, il costituendo governo di coalizione tra CDU e Verdi del Land federato del Baden-Württemberg inserisce nel suo programma una micidiale mazzata ai danni del trasporto su strada.

Con l’obiettivo di rastrellare almeno 200 milioni di euro l’anno di incassi extra, la regione che ha il suo capoluogo in Stoccarda, sede di alcuni dei più importanti gruppi industriali tedeschi (Daimler-Benz e Porsche in primis), intende estendere anche alle strade di interesse regionale e locale il meccanismo della Maut, il pedaggio chilometrico che si applica ai camion con peso superiore a 7,5 tonnellate.

Autotrasporto, in Germania è in arrivo l’ennesima stangata. “Complice” anche il progresso tecnologico

A dare una mano all’insaziabile appetito dei Verdi tedeschi, purtroppo, c’è l’evoluzione tecnologica: l’attuale precisione della localizzazione satellitare, dell’ordine di più o meno due metri, consentirebbe di attivare il sistema di esazione del pedaggio senza ricorrere ai costosi portali elettronici a suo tempo installati quando la Maut ha cominciato ad essere applicata alle autostrade made in Germany. E la recente estensione, decisa da Berlino, del sistema alle superstrade è avvenuta senza particolari disagi.

Fedele ai consueti copioni, gli esponenti dei Grünen sottolineano che la “globalizzazione” della Maut ha come unico obiettivo di ampliare le risorse a disposizione della manutenzione della rete stradale locale – non a caso Stoccarda è da tempo in vetta alle classifiche delle città più congestionate della Germania – e non quello di penalizzare la logistica industriale. Per rabbonire l’inferocito elettorato degli alleati di governo, la CDU che ha proprio negli imprenditori una dei principali sostenitori, i Grünen si sono detti disponibili a posticipare l’adozione della Maut di un paio d’anni, così da valutare eventuali esenzioni. Ma la BWIHK, la locale Camera di commercio e industria, è già sul piede di guerra e minaccia di ricorrere a Berlino, contestando l’oggettivo danno per la competitività degli operatori del Baden-Württemberg rispetto ai concorrenti del resto del Paese.

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