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I dati dei pedaggi per contrastare il cabotaggio irregolare. Questo, in estrema sintesi, il punto di vista di buona parte dell’autotrasporto in Germania come misura di contrasto alle pratiche illegali che ogni anno provocano danni ingenti a tutto il settore. «Ottima cosa il “pacchetto mobilità” approvato a Bruxelles. Ma senza controlli puntuali resta una pia illusione». È il punto di vista della BGL, l’associazione di categoria tedesca del trasporto e della logistica, che in un recente convegno svoltosi a Berlino ha chiesto con forza che il governo eserciti davvero i poteri affidatigli dalla Ue. E, dopo anni di tentennamenti, la BGL non ha neppure timore di ricorrere alla sorveglianza elettronica.

Germania, la proposta della BGL per contrastare il cabotaggio illegale

«Le aziende tedesche operano correttamente e non hanno nulla da temere; al posto di nascondersi dietro le barriere fumogene della tutela della privacy, il ministero dei trasporti utilizzi i dati registrati dai portali elettronici della Maut (il pedaggio chilometrico per i camion in vigore su autostrade e superstrade), per verificare se gli operatori stranieri rispettano davvero le norme sul cabotaggio, con il rientro obbligato di autisti e mezzi ogni quattro settimane».

Anzi, i rappresentanti della BGL in Germania vanno oltre e hanno proposto l’istituzione di un registro comunitario del trasporto in cui siano riversati giorno dopo giorno i dati dei tachigrafi digitali di tutti i mezzi circolanti, in modo da poter contestare in tempo reale le infrazioni ai tempi di guida e cabotaggio: le pattuglie in strada potrebbero ricevere dei “bollettini digitali di ricerca” in base alla loro posizione, così da cogliere in flagrante e togliere dalla circolazione i furbi. Che poi abbiano la targa portoghese, lituana, rumena o… tedesca, poco importa.

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