C’è fermento in seno al settore dei trasporti e della logistica: dopo l’istituzione della cabina di regia UIRNet per l’ottimizzazione della Piattaforma Logistica Nazionale Digitale, ora è Fedespedi – la Federazione nazionale delle Imprese di Spedizioni internazionali – a dire la sua, pubblicando una nota in cui sono indicate le priorità per l’agenda di riforme che l’Italia dovrà presentare a Bruxelles entro il 15 ottobre, come previsto dall’accordo sul “Recovery Fund” (nome tecnico: Next Generation UE).

“Un’occasione unica per affrontare temi per noi strategici e guadagnare competitività”.

Questa la dichiarazione di Silvia Moretto, Presidente di Fedespedi, sul piano di riforme da varare per l’utilizzo delle risorse europee. Tra i punti più importanti indicati per il settore troviamo digitalizzazione, connettività e sostenibilità.

Fedespedi, “tempi stretti, ma grande opportunità”

L’intesa comunitaria prevede lo stanziamento di un fondo europeo di 750 miliardi per la ripresa economica post-pendemica. Un’intesa raggiunta il 21 luglio, dopo un summit-fiume durato più di quattro giorni,

All’Italia, una delle nazioni più colpite dal Covid-19, andrà la cifra più consistente. Parliamo di circa 209 miliardi. Di questi, 82 in sussidi e 127 in prestiti.

Ecco le parole di Silvia Moretto.

“I tempi sono stretti, ma siamo davanti a una grande opportunità. Occorre essere concreti e portare avanti istanze che possano giovare alle imprese di spedizioni e a tutti i comparti della catena logistica con ricadute positive per il Paese.

Sappiamo, infatti, che alla logistica si deve il 9% del Pil del Paese ed è il motore del nostro import-export. I temi della digitalizzazione, connettività e sostenibilità sono i dossier su cui siamo impegnati da tempo, coerenti con le aree di intervento tracciate dalla Commissione Europea e che promuoviamo insieme alla nostra Confederazione Confetra.”

La sfida della digitalizzazione dei processi

Continua Moretto.

Digitalizzazione è la grande sfida che il Covid-19 ha reso ancora più vicina. Snellire i processi e rendere disponibili documentazioni da remoto è stato indispensabile nei mesi di lockdown, ma deve diventare la prassi. Le imprese di spedizioni sono gravate da innumerevoli adempimenti burocratici. Uno scambio documentale snello con gli altri operatori e con le autorità pubbliche di interfaccia ci farebbe guadagnare in termini di efficienza e servizio reso alla clientela”.

In pratica ora, con l’arrivo dei fondi europei, è il momento adatto per razionalizzare e pianificare un processo importantissimo che, durante il lockdown, è stato perlopiù improvvisato, a causa delle tempistiche stringenti e delle infrastrutture telematiche non ancora adeguate su tutto il territorio nazionale.

Fedespedi

Infrastrutture, sostenibilità e formazione

Ed è proprio sulla tematica infrastrutturale, non solo digitale ma anche stradale e logistica, che il Presidente Fedespedi ritorna. Lo fa ribadendo che il sistema delle infrastrutture nel nostro Paese non è all’altezza.

“Il Piano del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ‘Italia Veloce’ contiene le opere di realizzazione necessaria e urgente e si muove, dunque, nella giusta direzione”.

Occorre quindi spingere sull’acceleratore dell’esecuzione concreta dei progetti ed evitare che si impantanino nella burocrazia. Infatti, con un sistema portuale e aeroportuale all’avanguardia e riformato, il traffico su gomma verso il Nord Europa verrebbe snellito. Questo andrebbe a migliorare anche la sicurezza e a ridurre, di fatto, l’impianto ambientale.

A tale proposito “un programma di rilancio credibile non può trascurare la sostenibilità.

È un tema che ci tocca da vicino. Un tema che è leva di crescita e fattore di competitività ad alto potenziale per le imprese, se interpretato nella sua concretezza e non solo quale strategia di marketing. Dare alle imprese incentivi per progettare e realizzare soluzioni a basso impatto è, dunque, fondamentale nel nostro settore. L’e-commerce e la Rotta Artica sono due esempi eclatanti che evidenziano la gravità della situazione e la brevità dell’orizzonte temporale in cui bisogna agire”.

Le conclusioni del Presidente Moretto.

“Un altro dossier sul quale ci stiamo muovendo è, infatti, quello della formazione. È un altro dei temi di ‘Progettiamo il Rilancio’ , il piano del Consiglio dei Ministri che identifica le macro-aree al cui interno collocare le proposte per il ‘Recovery Fund’.

È un dossier che tiene insieme tutti gli altri: prevede il potenziamento della formazione tecnica che è vitale per il nostro settore e mira a adeguare le competenze alle necessità della società. Queste oggi non possono che essere digitalizzazione e sostenibilità nella consapevolezza che l’innovazione tecnologica può essere anche lo strumento attraverso cui implementare soluzioni a basso impatto ambientale.”.

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