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Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici), a seguito di recenti incontri con le associazioni di categoria che si sono svolti presso il Ministero dell’Ambiente, propone la soluzione della scissione dei pagamenti (il cosiddetto ‘split payment’) per contrastare il fenomeno della vendita irregolare di pneumatici su internet.

Il meccanismo dello ‘split payment’, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014), viene attualmente applicato alle prestazioni di servizi e alle cessioni di beni effettuate a favore della Pubblica Amministrazione da parte di imprese private. Tale meccanismo obbliga le Pubbliche Amministrazioni ad effettuare il pagamento dell’Iva indicata in fattura direttamente all’erario, anziché all’impresa privata, scindendo in questo modo il pagamento del corrispettivo da quello della relativa imposta. L’obiettivo dell’introduzione dello split payment, quindi, è quello di contrastare l’evasione fiscale perpetrata da quelle imprese che dopo aver riscosso l’Iva dalla Pubblica Amministrazione non la versano all’erario.

L’evasione fiscale e l’irregolarità di alcune vendite online sono uno dei problemi principali del settore del commercio di pneumatici. Negli ultimi anni, in particolare, il settore sta subendo la concorrenza sleale da parte di alcuni operatori che guadagnano illegalmente un vantaggio competitivo nella vendita di pneumatici su internet, offrendoli a prezzi molto inferiori rispetto a quelli normalmente praticati sul mercato, tanto da far ritenere altamente probabile l’evasione dell’Iva e del contributo ambientale per la gestione dei PFU (l’importo incluso nell’acquisto di ogni pneumatico nuovo e destinato a contribuire al completo smaltimento dei Pneumatici Fuori Uso, ovvero i pneumatici irrecuperabili che devono essere smaltiti come rifiuto).

L’ingiusto vantaggio sul prezzo dei pneumatici venduti su internet, ottenuto dalla mancata applicazione dell’Iva e del contributo PFU, ha delle conseguenze molto gravi sia dal punto di vista economico che etico, in quanto arreca danni all’erario per via del mancato gettito tributario e penalizza fortemente, in termini di concorrenza, tutti quegli operatori e quei siti di commercio elettronico che invece applicano correttamente la legge. E’ inoltre da sottolineare che è principalmente dalle vendite irregolari di pneumatici che si generano quei flussi di PFU eccedenti i target di raccolta dei consorzi autorizzati alla loro gestione, flussi che creano forti criticità per il sistema e danni ambientali. I consorzi non sono infatti obbligati al recupero di quantità superiori al valore dei contributi ricevuti e non dispongono delle risorse economiche necessarie al trattamento dei quantitativi extra che potrebbero causare danni all’ambiente se non fossero recuperati o stoccati in modo opportuno.

Secondo Federpneus, applicare il meccanismo dello ‘split payment’ anche all’ambito del commercio online di pneumatici potrebbe essere una soluzione efficace per garantire un minor rischio di inadempimento dell’obbligo di pagamento dell’Iva e del contributo PFU da parte degli operatori che vendono su internet. Sarebbe sufficiente, ad esempio, che lo Stato obbligasse i soggetti cedenti che operano all’interno del commercio elettronico ad introdurre un sistema di pagamento online in grado di suddividere automaticamente l’importo spettante al venditore (imponibile), allo Stato (IVA) e al consorzio prescelto per la gestione dei Pneumatici Fuori Uso (contributo ecologico PFU). Ciò non danneggerebbe in alcun modo tutti quegli operatori del settore che da sempre operano nella piena legalità e trasparenza, mentre consentirebbe di portare alla luce quella che è a tutt’oggi una zona d’ombra del commercio di pneumatici su internet, con beneficio dell’intera filiera e dell’intero mercato, dai rivenditori ai produttori fino ai consorzi deputati al recupero dei Pneumatici Fuori Uso.

Fra le altre proposte avanzate da Federpneus, vi è inoltre quella di attuare le disposizioni contenute nel Decreto 7 marzo 2012, n.44, che prevedono la costituzione di un Tavolo di Consultazione sulla gestione dei Pneumatici Fuori Uso, affinché si possa più agevolmente affrontare l’attuale situazione di emergenza dovuta alle quantità di PFU eccedenti rispetto al target complessivo nazionale da gestire.

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