ANITA e FIAP accolgono con favore l’emendamento al Decreto-Legge 21/2026, approvato in commissione alla Camera, che punta a destinare i proventi del sistema ETS al sostegno del trasporto merci e delle misure per il riequilibrio modale, con un riferimento esplicito a Sea Modal Shift e Ferrobonus. Per entrambe le associazioni di categoria, si tratta di un passaggio rilevante perché introduce il principio del reinvestimento nel settore dei trasporti delle risorse generate dalla tassazione ambientale.

Ets, il commento di ANITA

ANITA, in una nota, definisce la misura coerente con una richiesta avanzata da tempo: evitare che i proventi ETS confluiscano nella fiscalità generale e indirizzarli invece verso strumenti utili alla decarbonizzazione e all’intermodalità. “Le risorse generate dalla tassazione ambientale devono tornare al settore dei trasporti”, afferma il presidente Riccardo Morelli, secondo cui il provvedimento rappresenta “un segnale positivo” per le imprese già impegnate in investimenti sulla transizione ecologica.

Il commento di FIAP

Sulla stessa linea FIAP, che collega il tema anche all’emergenza dei collegamenti con le isole maggiori. La federazione sottolinea che gli armatori versano l’ETS ma ne trasferiscono il costo nelle tariffe navali, con effetti che ricadrebbero sulle imprese di autotrasporto. Da qui la richiesta che quelle risorse “tornino al settore che le ha sostenute”.

FIAP richiama inoltre la crescita dei costi di imbarco di semirimorchi verso Sicilia e Sardegna, attribuendola all’effetto combinato dell’ETS e dei rincari energetici scaricati sulle tariffe marittime. Secondo la federazione, il contributo previsto dal Sea Modal Shift non sarebbe oggi allineato ai costi reali delle rotte insulari e andrebbe aggiornato con urgenza. L’impatto, osserva FIAP, non riguarderebbe solo l’autotrasporto, ma l’intero sistema produttivo delle due isole.

“Chiediamo ai Ministeri competenti di convocare con urgenza un tavolo di confronto, di procedere senza indugio con i decreti attuativi interministeriali, di aggiornare il contributo Sea Modal Shift ai costi reali delle rotte insulari e di prevedere finestre di accesso flessibili”, dichiara il segretario generale Alessandro Peron.

Le due associazioni convergono dunque sul giudizio positivo sull’emendamento, ma anche sulla necessità che il principio trovi attuazione concreta in tempi rapidi, con misure stabili e calibrate sulle criticità operative del settore.

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