Dakar Trucks

Diciamola tutta subito. La Dakar 2019 ha l’aria di essere un disperato tentativo di mantenere in vita una competizione ricca di storia e di tradizione, ma che malgrado il crescente successo conosciuto dopo gli anni della trasformazione, pare oggi essere giunta al capolinea. Nell’attuale location, certamente, e forse anche come format.

Osservando il percorso dell’edizione che scatterà domenica 6 gennaio, non soltanto appare lontanissima nel tempo l’epica corsa inventata dal genio di Thierry Sabine (il 26 dicembre 1978 il via della prima edizione), che aveva nel fascino del deserto africano il principale e straordinario scenario di quella che poteva e voleva essere considerata un’avventura estrema per uomini forti, ma anche quella stessa Dakar inviolata nel nome ma profondamente modificata approdata nel 2009 in Sudamerica.

Che Dakar sarà con solo dieci tappe (tutte peruviane)?

Ebbene, oggi tutto ciò sembra essere soltanto un pallido ricordo. La prossima Dakar si correrà infatti interamente in Perù. E in edizione, per così dire, ridotta: dieci tappe e 3 mila chilometri di prove speciali, partenza (domenica 6 gennaio) e arrivo (giovedì 17) a Lima, una frazione marathon (cioé senza possibilità di assistenza) più o meno a metà percorso, e un giorno di riposo.

Dakar Trucks

Nonostante le assicurazioni degli organizzatori (i francesi di Aso) che promettono percorso duro e selettivo, è davvero pochino per dirsi una vera Dakar. Ma questo, evidentemente era ciò che consentiva l’unica alternativa alla cancellazione della corsa.

Con l’Argentina defilatasi per problemi economici dopo aver sempre ospitato la manifestazione fin dal suo sbarco in Sudamerica, e venute a mancare anche le sponde di Bolivia e Paraguay (Paesi entrambi attraversati dalla corsa nel 2018), la via peruviana era di fatto l’unica possibile potenzialmente in grado di traghettare la corsa verso un futuro peraltro tutto da inventare.

Camion in fuga. Pochi truck ai nastri di partenza

Al momento di stendere queste note, l’incertezza regna sovrana. Quanti sono i camion regolarmente iscritti alla Dakar 2019? E soprattutto, quanti prenderanno realmente il via dalla pedana di Lima, il prossimo 6 gennaio? La domanda è legittima, almeno quanto lo sono i dubbi circa una folta partecipazione dei truck a quella che a tutti gli effetti si annuncia come la Dakar più low profile della storia.

Dakar Trucks

Il sito ufficiale della corsa, a un mese dal via, non aiuta. Nel senso che contrariamente al passato, non scende nei dettagli. E non soltanto riguardo il numero dei partecipanti, ma anche per quel che concerne il tracciato, le caratteristiche delle tappe, la loro lunghezza. Buio più assoluto. Che tradotto, significa incertezza, sul presente ma anche, e vorremmo dire soprattutto, sul futuro. Di certo par scontato un fatto: alla Dakar 2019 i truck in gara saranno molti meno dei 44 presentatisi ai nastri di partenza in quel di Lima l’anno prima.

Il futuro della corsa è una grande incognita

A questo punto, più che addentrarsi in pronostici sul nome dei vincitori, ci si chiede piuttosto se la Dakar, questa Dakar, possa ancora avere un futuro. E soprattutto dove. Difficilmente in Sudamerica, vien da pensare, anche se negli ultimi tempi si sono fatte più insistenti le voci di un possibile interessamento dell’Ecuador.

L’impressione è che la corsa da queste parti abbia fatto il suo tempo. E ciò considerando anche il notevole impegno finanziario richiesto per ospitare il passaggio della carovana. Impossibile da sostenere per le economie di tanti Paesi. E allora? Possibile il ritorno in Africa? Se ne parla da tempo, ma segnali concreti non ce ne sono.

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