Coronavirus, una nuova autocertificazione per gli spostamenti

Dpcm che vai, autocertificazione che trovi. Ieri in tarda serata il capo della Polizia Franco Gabrielli ha inviato una circolare a tutti i prefetti d’Italia che contiene, tra le altre cose, anche il nuovo modello di autocertificazione da scaricare e compilare rigorosamente in forma cartacea – il formato digitale non viene accettato durante i controlli –  per effettuare gli spostamenti dal proprio domicilio. La nuova autocertificazione (disponibile anche in formato .jpg in fondo all’articolo), valida anche per gli autotrasportatori, va ad integrare le nuove disposizioni del Dpcm 22 marzo firmato dal premier Conte, in cui viene decretata la chiusura di tutte le fabbriche e le attività lavorative ritenute non indispensabili, per arginare ulteriormente la diffusione del coronavirus.

autocertificazione

Cambia ancora l’autocertificazione a causa dei furbetti

Le disposizioni della nuova autocertificazione rappresentano una stretta ulteriore rispetto a quelle della precedente, rilasciata il 17 marzo sul sito del Ministero dell’Interno. Ancora una volta, infatti, si sono rese necessarie misure più stringenti a causa dei comportamenti scorretti di molti cittadini che, nonostante le disposizioni in atto, sono continuati ad uscire dal proprio domicilio senza validi motivi: dall’inizio dei controlli dopo l’emanazione dei Dpcm dell’8 e del 9 marzo, le persone controllate sono state più di 2 milioni e di queste più di 94.000 sono state denunciate secondo quanto riportato nella circolare giornaliera del Ministero dell’Interno.

Cosa si può fare con la nuova autocertificazione?

Cambia anche la dicitura delle casistiche. Gli spostamenti possono essere effettuati solo per comprovati motivi lavorativi (in questa categoria rientrano ovviamente anche gli spostamenti degli autotrasportatori), per assoluta urgenza o per situazioni di necessità.

Nell’autocertificazione del 23 marzo sono contenute ulteriori specificazioni: oltre ai comprovati motivi lavorativi, il caso di “assoluta urgenza” è l’unico che prevede lo spostamento in un comune diverso da quello di residenza, in allineamento con le nuove e più stringenti direttive del Dpcm del 22 marzo. Per le “situazioni di necessità” (edicole, tabacchi, passeggiata con il cane ecc.) gli spostamenti potranno essere effettuati solo all’interno del proprio comune. Inoltre, con la nuova autocertificazione, viene meno il quarto caso, prima previsto e ora non più, quello del rientro presso il luogo di domicilio, abitazione o residenza.

Rimane l’obbligo di dichiarazione di non trovarsi in condizione di quarantena di 14 giorni, poiché risultati positivi al virus Sars-Cov-2 o poiché venuti a contatto con possibili contagiati. Nel caso di inottemperanza della quarantena imposta dall’ATS, sia preventiva che effettiva poiché positivi, si rischiano pene severissime, dai 6 ai 12 anni per concorso colposo in epidemia (art. 452 c.p).

autocertificazione

C’è il rischio di molteplici sanzioni

Come sempre, in caso di mancanza del modulo da compilare stampato, il Viminale ha fatto sapere che l’autodichiarazione comprovante i motivi lavorativi “potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione dei moduli appositamente predisposti in dotazione agli operatori delle Forze di polizia e della Forza pubblica”. Quanto scritto, come già accadeva per l’autocertificazione del 17 marzo, dovrà essere controfirmato dal pubblico ufficiale che sta svolgendo il controllo e che ha appurato l’identità del cittadino, per evitare di allegare documenti che possano appesantire un apparato già in grande difficoltà.

Per tutti coloro che violeranno le disposizioni, secondo l’articolo 650 del c.p sono previste sanzioni che prevedono l’arresto fino a 3 mesi o la multa fino 206 euro. Ovviamente la veridicità dell’autocertificazione potrà essere verificata a posteriori: nel caso quanto affermato risulti falso, oltre alle sanzioni di prima, si rischia di incappare anche nelle conseguenze penali previste nell’art 495 c.p. che punisce le dichiarazioni mendaci rilasciate a pubblico ufficiale. In sostanza un doppio reato. Quindi, se non è per i motivi indicati dal Dpcm, state a casa, per il bene di tutti.

 

2020-03-24T10:42:55+01:0024 Marzo 2020|Categorie: PRIMOPIANO|Tag: , , , , |