L’aumento del costo dei carburanti, conseguenza della guerra in Iran e delle difficoltà di transito nello stretto di Hormuz, sta mettendo a dura prova la quotidianità delle aziende di trasporto in Italia. Le associazioni si sono già mobilitate in proposito, hanno incontrato i rappresentanti del Governo che ha decretato il taglio delle accise. Una misura, quella pensate per contenere i prezzi alla pompa, che resterà in vigore solo fino al 7 aprile. Dopo, è difficile immaginare cosa potrebbe succedere, anche perché la situazione geopolitica è tutt’altro che risolta.

Per questo, la sigla Unatras, il coordinamento unitario che riunisce le principali federazioni nazionali del settore presenti nel Comitato centrale dell’Albo degli autotrasportatori, nonché interlocutore privilegiato dell’Esecutivo, ha indetto una mobilitazione nazionale e convocato assemblee permanenti in 100 città italiane. L’iniziativa è stata assunta dagli autotrasportatori e ha l’obiettivo di “decidere le prossime iniziative alla luce della situazione generata dalle tensioni internazionali in Medio Oriente. Un passaggio che potrebbe rappresentare l’anticamera di una protesta ancora più ampia e organizzata sulle strade, qualora l’emergenza dovesse protrarsi”.

Caro carburanti, il prezzo del gasolio è “insostenibile”

Il prezzo attuale del gasolio, secondo Unatras, è evidentemente “insostenibile per l’intero comparto del trasporto merci. A questo si aggiunge – continua la sigla – l’atteggiamento di una parte della committenza che, salvo rare eccezioni, non solo non riconosce gli incrementi dei costi dovuti al carburante, ma arriva addirittura a chiedere ulteriori sconti sui servizi di autotrasporto”.

Tra le richieste prioritarie dell’organizzazione presieduta da Paolo Uggè figurano:

  • stanziamento di risorse adeguate per compensare le perdite subite dalle imprese;
  • sospensione e differimento dei versamenti fiscali e contributivi, per garantire liquidità immediata;
  • interventi contro le violazioni delle norme sui costi della sicurezza, a tutela degli operatori nei confronti di committenti e speculatori.

Misure “considerate indispensabili per assicurare la continuità dei servizi di trasporto e sostenere un comparto oggi in profonda crisi”.

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