Il Consiglio dell’Unione europea ha raggiunto un accordo sulle nuove regole sulle patenti di guida per migliorare la sicurezza stradale e far fronte alla carenza di conducenti. I ministri dei trasporti dell’Ue hanno approvato l’approccio generale del Consiglio su due questioni chiave: le norme sui tempi di guida e di riposo per i conducenti del turismo in autobus e norme sulla patente di guida. La posizione del Consiglio è stata definita in vista dei prossimi negoziati con il Parlamento europeo.

La proposta della Commissione europea di rivedere le norme sulla patente di guida offre la possibilità di rimuovere alcuni dei principali ostacoli all’attrazione di più talenti nel pool di conducenti dell’Ue. Nel settore dei trasporti stradali mancano circa 600.000 autisti di autobus, pullman e camion, e la tendenza è al rialzo. La proposta della Commissione mira a migliorare la sicurezza stradale e ad agevolare la libera circolazione dei cittadini all’interno dell’UE. L’ultima riforma importante risale al 2006 e ha dovuto essere recepita dagli Stati membri prima del 2013.

La proposta introduce nel regime attuale quattro principali elementi di novità:

  • un regime europeo per i conducenti inesperti che consente la guida accompagnata dopo aver ottenuto la patente di guida all’età di 17 anni;
  • condizioni più rigorose per i conducenti inesperti durante i primi 2 anni di guida (o più a seconda delle norme degli Stati membri);
  • una patente di guida digitale nell’ambito del portafoglio europeo di identità digitale e l’uso di autovalutazioni in vista dell’esame medico di idoneità del conducente.

L’impostazione generale della proposta della Commissione è stata mantenuta nella posizione comune del Consiglio, il quale ha tuttavia introdotto diverse modifiche, che possono essere così sintetizzate:

  • mantenimento del carattere volontario della riduzione dei periodi di validità per le patenti di guida delle persone in età avanzata;
  • una descrizione più chiara dell’accertamento dell‘idoneità fisica e mentale alla guida prima del rilascio e del rinnovo delle patenti di guida, sulla base dei diversi sistemi sviluppati negli Stati membri;
  • allineamento degli elementi tecnici delle patenti di guida mobili alla revisione del regolamento sull’identità digitale (eIDAS) e migliore collegamento tra l’adozione di atti di esecuzione e l’obbligo degli Stati membri in materia di attuazione;
  • orientamenti più dettagliati per la valutazione da parte della Commissione del quadro in materia di sicurezza stradale dei paesi terzi;
  • affinamento dei requisiti per l’accompagnatore nel sistema di guida accompagnata, che sarà obbligatorio solo per la patente di guida di categoria B;
  • riformulazione delle condizioni relative al periodo di prova alla luce delle competenze e delle prassi consolidate degli Stati membri;
  • possibilità per i cittadini di sostenere la prova teorica, a determinate condizioni, nello Stato membro di cittadinanza se diverso dallo Stato membro di residenza, ma non la prova pratica.

Nuove regole anche per il turismo in pullman

I negoziati sul Pacchetto Mobilità 1 hanno portato a un accordo dell’ultimo minuto tra i legislatori che si sono concentrati principalmente sul trasporto merci, lasciando agli autisti del turismo in autobus regole sui tempi di guida e di riposo non adatte al loro lavoro, scrive l’IRU in una nota. Fin dall’inizio, l’IRU ha accolto con favore la proposta della Commissione Europea di stabilire regole specifiche per il turismo in autobus, che è un passo nella giusta direzione a beneficio degli autisti, dei passeggeri e degli operatori del turismo in autobus.

L’approccio generale del Consiglio ha ampiamente abbracciato la proposta della Commissione. Soprattutto, consente agli autisti del turismo in autobus di:

  • suddividere la pausa di 45 minuti in pause più brevi di almeno 15 minuti, a seconda della durata del tempo di guida giornaliero;
  • estendere il proprio orario di servizio di un’ora una o due volte, a seconda della durata del viaggio, con compenso completo;
  • guidare per 12 giorni consecutivi nei viaggi nazionali e recuperare dopo il viaggio il riposo settimanale saltato, cosa già possibile per i viaggi internazionali.

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