AGGIORNAMENTO DEL 25 APRILE 2020: La redazione di “Vado e Torno” comunica che il ristorante “Trattoria del camionista” non è in alcun modo correlato al contenuto della notizia “Camionisti, multate trattorie che consegnano pranzo in cabina. La protesta del settore” del 23 aprile 2020. La foto d’archivio del ristorante, utilizzata a corredo dell’articolo, è già stata rimossa, anche dai social della testata. La “Trattoria del camionista” non ha effettuato nessun servizio di consegna, essendo chiusa dal 7 marzo 2020. Nell’articolo, comunque, non è mai apparso alcun riferimento scritto al suddetto ristorante.

Ristoranti chiusi, trattorie multate, “colpevoli” di aver consegnato i pasti in cabina, camionisti in protesta. È quanto emerge da una lettera, particolarmente critica, che Fai-Conftrasporto (nelle vesti del vicepresidente Paolo Uggè) e la rivista “Uomini e Trasporti” (rappresentata dal direttore Daniele Di Ubaldo) hanno inviato ad Alberto Stancanelli, capo di gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per sensibilizzare le istituzioni su una tematica delicatissima che, da quasi due mesi tra proteste e spiacevoli fatti di cronaca, sta affliggendo uno dei settori fondamentali del nostro Paese, quello dell’autotrasporto.

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Consegne in cabina per camionisti: il no delle forze dell’ordine

Per far fronte alle direttive contenute nei Dpcm di marzo, con i quali venivano istituite misure restrittive in merito agli spostamenti dei cittadini italiani per arginare i contagi da coronavirus, numerose trattorie hanno comunque continuato a fornire i loro fondamentali servizi di ristorazione ai camionisti, garantendo la consegna dei pasti anche nelle loro cabine, durante la sosta nei parcheggi nei pressi dei locali e dopo la prenotazione telefonica o tramite mail. Nel rispetto di tutte le norme sanitarie e delle misure di sicurezza contenute nel protocollo del 14 marzo, quella messa in atto dalle trattorie è un’ingegnosa modalità di consegna a “domicilio”, dove per domicilio si intende l’abitacolo dei veicoli che, per alcuni camionisti, rappresenta una seconda casa a tutti gli effetti.

Una modalità che, però, non è andata a genio ad alcune forze dell’ordine locali che in alcuni casi, oltre a far sospendere le consegne dei pasti, hanno multato le trattorie con sanzioni pecuniarie fino a 400 euro, dando origine ad una pericolosa reazione a catena. Infatti, molti gestori di trattorie presenti sul territorio nazionale, spaventati dai possibili danni economici in una situazione già estremamente complicata tra incassi ridotti e debiti immobiliari a cui far fronte, hanno iniziato a chiudere le proprie attività, facendo così venire meno una delle poche fonti di alimentazione per gli autotrasportatori professionisti che continuano a viaggiare, anche durante il lockdown.

Per Fai-Conftrasporto il rischio che privazioni di questo tipo si vadano a sommare alle difficoltà che tutto il settore sta affrontando, dando così origine a fenomeni di insoddisfazione e riottosità è realmente concreto.

La ratio delle misure e l’esempio francese

“Ecco perché ci sembrava opportuno ribadire che, se da un punto strettamente giuridico non può esistere parificazione tra cabina e domicilio, è anche vero che la disposizione in parola ha una ratio del tutto diversa – viene sottolineato nella nota congiunta. “Il suo scopo, infatti, appare quello di consentire l’esclusivo servizio a domicilio in modo da non creare assembramenti al di fuori del locale. Cosa garantita dal fatto che ogni singolo conducente attende all’interno del proprio veicolo la consegna del pasto da parte del personale della trattoria. Da qui la nostra richiesta di scongiurare la prospettiva di interruzione del servizio di consegna pasti, fornendo all’espressione «consegna a domicilio» un’interpretazione estensiva che comprenda anche la cabina di un camion, oppure di considerare come opportune specifiche deroghe proprio a quegli esercizi impegnati nel fornire servizi dedicati ai trasportatori. Preservare il servizio dei pasti in cabina, anche in prospettiva futura, appare funzionale a garantire quel distanziamento sociale con cui, pure nei mesi a venire, trattorie e ristorante dovranno fare i conti”.

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A conclusione della nota congiunta i due firmatari hanno sottolineato che problematiche simili a quella della consegna a domicilio nelle cabine sono state riscontrate anche oltralpe, mettendo in evidenza però come il Governo francese abbia prontamente reagito, istituendo una serie di deroghe per garantire i servizi di alimentazione fondamentali ai camionisti. Nella nota delle istituzioni francesi, si legge infatti che il Governo per «garantire la continuità del trasporto merci, fondamentale nella gestione della crisi del Coronavirus, sta lavorando per mantenere aperti i servizi essenziali per gli autisti», includendo tra questi anche quelli relativi al cibo d’asporto.

Anche noi ci auguriamo che un passo ulteriore da parte delle nostre istituzioni venga fatto per alleviare gli sforzi degli autotrasportatori, la vera spina dorsale degli approvvigionamento del Paese in questo momento così difficile.

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