Un autotrasportatore sessantenne di Padova, dipendente in un’azienda di Reggio Emilia, si è sentito male venerdì scorso nei pressi di Orvieto, dopo aver viaggiato per mezza Italia. La polizia, giunta prontamente sul luogo, dopo aver soccorso l’uomo che si è sentito male ha fatto la triste scoperta: nonostante fosse in attesa del risultato del tampone da Covid-19 e quindi in isolamento imposto dall’ATS, il camionista stava viaggiando comunque, in spregio totale delle direttive sanitarie contenute nei Dpcm, emanati dal Governo per arginare il contagio.

camionista

Il camionista era stato avvisato dall’ATS

Non solo il camionista padovano non avrebbe rispettato le direttive dell’Agenzia di Tutela della Salute (ATS), infrangendo la quarantena in attesa degli esiti del tampone, ma non avrebbe neppure avvisato il suo datore di lavoro e nemmeno il compagno con il quale stava viaggiando da svariate ore, sulla situazione in cui si trovava.

“Per ora è stato denunciato per aver violato la quarantena ma nei suoi confronti può scattare una lunga serie di reati – dicono gli investigatori – stiamo infatti verificando il suo viaggio”. Viaggio che ha visto il camionista incontrare clienti per le operazioni di carico e scarico, fare rifornimento presso alcune impianti di carburante ed effettuare soste in più Autogrill sulla strada percorsa. La Polizia sta cercando di ricostruire tutti i passaggi effettuati dal sessantenne padovano per avvertire  le persone con cui è entrato in contatto e a cui avrebbe potuto trasmettere il virus.

Pene severissime, come indicato nell’ultimo Dpcm

Dopo l’intervento della Polizia Stradale di Orvieto il camionista è stato urgentemente trasportato in ambulanza all’ospedale di Perugia. Ha avuto bisogno  di soccorsi immediati anche il collega che era con lui nell’abitacolo, dopo aver manifestato sintomi simili – febbre, vie respiratorie occluse, tosse – assimilabili quindi al Covid-19.

“Probabilmente si tratta di una persona che aveva bisogno di lavorare – continuano gli investigatori – ma in questo modo ha agito in maniera del tutto incosciente anche perché ora non potrà lavorare per un bel po’ e dovrà anche affrontare un processo”. La necessità lavorativa riguarda decine di milioni di italiani e di persone in tutto il mondo e in nessun modo può mettere a repentaglio la vita degli altri.

Il Commissariato di Orvieto ha quindi denunciato il sessantenne inviando la notizia di reato alla Procura di Terni. Come avevamo già avuto modo di osservare negli articoli sulle autocertificazioni per gli spostamenti, nel caso di inottemperanza della quarantena imposta dall’ATS, sia preventiva che effettiva poiché positivi, si rischiano pene severissime, dai 6 ai 12 anni per concorso colposo in epidemia (art. 452 c.p). Reato a cui si sommano la falsa dichiarazione a pubblico ufficiale e la violazione delle misure contenitive degli ultimi Dpcm.

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