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Mercedes E-Sprinter, l’elettrico chiede strada. La nostra prova

Mercedes E-Sprinter

Mercedes E-Sprinter: il van della Stella totalmente elettrico eredita pienamente il Dna dalle versioni con motore termico, capacità di carico e volumetria del vano comprese, aggiungendo una straordinaria silenziosità combinata con un comportamento brioso. Anche se l’autonomia non è da record.

Mercedes E-Sprinter, la quarta generazione dello storico vandella Stella

Non c’è dubbio sul fatto che la quarta generazione del Mercedes Sprinter passerà alla storia. Certo, best seller lo è stato da subito, cioè da quel 1995 che ne ha segnato la nascita, e dal quel momento il crescente favore della clientela, confermato da numeri di vendita che oggi superano ampiamente i 3,5 milioni di pezzi. Ma è proprio con la quarta generazione, quella presentata nel 2018, che il van di grandi dimensioni della Stella svolta verso un territorio sostanzialmente ancora inesplorato dai più e ricco di opportunità.

Il Dna resta quello di un light, trazione anteriore o posteriore indifferentemente, perfetto per l’impiego urbano, sull’ultimo miglio, e forse non soltanto. Ma lo Sprinter cambia radicalmente il suo modo di essere, puntando forte sulla connettività e sulla multimedialità. Diventa parte integrante dell’internet delle cose (Iot). È la favola di un modello di successo che continua.

L’ultimo miglio è il suo territorio

E che adesso aggiunge, nell’ormai imprescindibile percorso di sviluppo verso una mobilità sempre più green, la versione a trazione completamente elettrica. Sia chiaro: è un altro modo di fare e intendere il trasporto e la distribuzione delle merci in città, ma con i chiari di luna che stanno investendo il diesel, vittima designata di ormai troppe amministrazioni europee, sarà bene prenderci confidenza. Perchè questo sarà, cominciando da adesso, il futuro del trasporto leggero in città.

L’E-Sprinter è pronto alla sfida. E guai a pensare a una versione elettrificata che vive di luce riflessa. No, il van zero emission di Mercedes è concreto (anche nel prezzo) ed elegante come i suoi fratelli con motore endotermico (pur se, almeno nella versione provata da Vado e Torno, meno riccamente equipaggiata). Stesso piglio, stessa personalità. Soprattutto, identiche prerogative che ne fanno un autentico trottatore urbano, oltretutto silenzioso e rispettoso dell’ambiente. Sì, il futuro è suo.

Mercedes E-Sprinter

La meccanica del Mercedes E-Sprinter

Se recuperi in frenata ci guadagni. I quattro livelli di rigenerazione consentono di ottimizzare il rendimento del veicolo. Per fugare i primi dubbi basta farci un giro attorno, aprire il battente posteriore e osservare con attenzione il vano di carico. Le differenze con le versioni diesel, che pure esistono, non si notano.

Nel senso che esteticamente il Mercedes E-Sprinter è identico, così come tanta roba, in termini di volumetria, sono gli 11 m3 dedicati allo spazio di carico, preservati dalla scelta di posizionare le batterie (classiche, agli ioni di litio), sotto il pianale. Solo la portata sconta il peso delle batterie, fissando pur sempre la quota di carico utile tra 824 e 978 chili, a seconda della soluzione scelta. Sì, perchè Mercedes propone per l’E-Sprinter due diverse versioni di batteria: a 3 moduli (di cento celle ciascuno) da 35 kW, oppure a quattro, in questo caso di 47 kW.

Mercedes E-Sprinter

Alimentano un motore asincrono di 116 cv e 30 kgm di coppia. Valori che assicurano, oltre allo spunto brillante tipico degli elettrici e che fa un baffo al diesel, una marcia sempre brillante. Mercedes limita la velocità a 80 all’ora, tuttavia è possibile spingersi finanche ai cento, perdendo però qualcosa dei 156 chilometri che rappresentano l’autonomia massima dichiarata. Poco o tanto? Diciamo che è ben tarata per l’uso quotidiano del veicolo.

Capire la guida per fare più strada

Il consiglio è di evitare comunque il piede pesante. Molto più importante e produttivo ottimizzare il rendimento dell’E-Sprinter nelle diverse condizioni d’utilizzo, sfruttando al meglio la frenata rigenerativa delle batterie, interagendo con le quattro modalità a disposizione. Capitolo ricarica. Avviene, grazie al Charging system, senza colonnine o wallbox particolari, optando per una potenza di 7,4 kW (corrente alternata) oppure 20 kW (corrente continua). Tempo necessario, da 6 a 8 ore, ma nel migliore dei casi si rabbocca fino all’80 per cento anche in poco meno di mezz’ora.

Il giudizio di Vado e Torno

L’esame della strada non spaventa l’E-Sprinter. Che dalla prova ne esce a pieni voti sotto il profilo del comportamento dinamico. Vero è che non usiamo mano pesante, caricandolo al 50 per cento della portata dichiarata dal costruttore (col diesel ci spingiamo ai due terzi). Ma a fine test il van Mercedes sembra quasi volerci dire che non avrebbe temuto nemmeno un vano (da 11 m3, ottimo) sold out.

In tutti i casi, se lo spunto brillante era nella logica delle cose trattandosi di elettrico, quel che ha piacevolmente impressionato è l’agilità e la disinvoltura che l’E-Sprinter ha mostrato, a carico, nel tratto cittadino. Dove il suo incedere silenzioso riesce a rendere ogni mission meno faticosa.

2020-12-09T11:16:58+01:009 Dicembre 2020|Categorie: PROVE|Tag: |

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