Mercato camion, a gennaio 2026 in crescita autocarri e trainati
Nel primo mese del 2026, secondo i dati diffusi da ANFIA, aumentano le immatricolazioni di autocarri (+5%) e di rimorchi/semirimorchi pesanti (+17%). ANFIA richiama il fondo da 590 milioni per il rinnovo flotte e chiede neutralità tecnologica.
Nel primo mese del 2026 il mercato dei camion mostra un segnale complessivamente positivo: crescono, secondo i dati diffusi da ANFIA, autocarri e veicoli trainati. A gennaio sono stati rilasciati 2.677 libretti di circolazione di nuovi autocarri, pari a +5% rispetto a gennaio 2025. In aumento anche i rimorchi e semirimorchi pesanti (massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate): 1.182 libretti complessivi (+17%), con 137 rimorchi (+3,8%) e 1.045 semirimorchi (+19%).
Mercato camion, i numeri nello specifico
Per aree geografiche, gli autocarri crescono in tre zone su quattro: Centro +19,3%, Nord-Est +11,8%, Nord-Ovest +3,4%; in controtendenza Sud e Isole -6,8%. Per classi di peso, spiccano i veicoli oltre 3,5 e fino a 5 t (+109,1%) e oltre 5 e fino a 8 t (+59,8%); aumentano anche 12,5–16 t (+19,5%) e oltre 16 t (+1%), mentre calano gli 8–12,5 t (-6,6%). Crescono gli autocarri rigidi (+8,7%) e i trattori stradali (+1,7%); avanzano i veicoli da cantiere (+18,2%) e quelli stradali (+3,6%).
Sul fronte alimentazioni, i mezzi a gas valgono l’1% (28 unità), mentre elettrici e ibridi arrivano al 2,1% (dallo 0,6% di un anno fa). Per ANFIA, il dato “testimonia la capacità del comparto di investire nella transizione sostenibile”, ma va sostenuto con misure mirate. Luca Sra richiama il programma da 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare, chiedendo “neutralità tecnologica” e valorizzazione dei biocarburanti (biometano e HVO), oltre all’inclusione del noleggio a lungo termine.
Nel comparto trainati, tutte le aree risultano in crescita: Centro +48,8%, Nord-Ovest +27,6%, Sud e Isole +8,9%, Nord-Est +4%. Le marche estere totalizzano 642 libretti (+18,2%), quelle nazionali 539 (+15,4%). Per Massimo Menci, “il 2026 si apre con segnali positivi”, con l’auspicio che la proposta ANFIA sul riparto del fondo trovi consenso istituzionale.