D-Max N 60

Vuole di più, Isuzu, per il suo D-Max N 60. Non si accontenta e punta in alto. Precisamente, al ruolo di riferimento in quel segmento dei pick-up da una tonnellata di portata utile, dove la concorrenza non regala nulla e il confronto tra i vari brand specializzati è decisamente serrato. Vero è che il Marchio jap può fare leva su una lunghissima tradizione (nel 1963 il lancio del primo modello), ma vivere di rendita, ammesso sia possibile e non lo è, può essere rischioso.

Dunque, barra a dritta e avanti tutta. E così, dopo la svolta attuata con il downsizing, che ha pensionato il motore 2.4 litri rimpiazzato da un brillante 1.9 litri di carattere, capace di prestazioni e consumi col timbro dell’eccellenza, ecco adesso il D-Max N 60, sigla celebrativa dei (primi) sessant’anni del Costruttore jap dedicati ai pick-up. Tante novità, fuori dentro e sotto: è l’ennesimo balzo in avanti di un modello che continua a stupire, e soprattutto, con l’ultimo upgrade, alza l’asticella dell’efficienza, del comfort e della sicurezza, compreso quel mondo in continua evoluzione che è l’infotainment. Dati che possono essere approfonditi consultando le tabelle a corredo dell’articolo presente sul numero di gennaio 2021 di Vado e Torno, che tutti i nostri lettori potranno sfogliare online, in linea con l’iniziativa lanciata dalla casa editrice lo scorso marzo.

Isuzu D-Max N 60, l’evoluzione del tuttofare jap

Isuzu D-Max N 60 è in questo senso un’evoluzione davvero ben riuscita, che coniuga un design esterno attraente e più aggressivo, rivisitato nelle finiture e con una maggiore altezza di cassone e cofano motore, a interni raffinati e più spaziosi in altezza, dove spicca il sistema di infotainment (da 9 pollici, come nel caso del veicolo della prova, oppure da 7 pollici), ma anche il cruscotto con display multi-info a colori da 4,2 pollici, e il volante con i comandi integrati per la gestione del vivavoce Bluetooth e il settaggio di cruise e limitatore di velocità. E a bordo un pieno di Adas

Significativo il balzo in termini di sicurezza, attiva e passiva. Sale a bordo un plotone di airbag (complessivamente sono otto, tra cui, di serie su tutti i modelli, quello per le ginocchia del conducente), insieme alla frenata automatica di emergenza, il controllo attivo del mantenimento di corsia, l’Acc, il riconoscimento dei segnali stradali e l’indicatore di presenza del traffico posteriore.

La meccanica, pensata anche per l’off-road severo

Robustezza, agilità, e una trazione 4 per 4 che non teme i percorsi impegnativi Tante le novità sotto l’abito. Detto dell’aumentata robustezza del telaio ora dotato di una traversa addizionale a beneficio della maggiore sicurezza, si è lavorato per migliorare il sistema di trazione 4 per 4 (inseribile elettronicamente), che grazie a ridotte e differenziali bloccabili pure elettronicamente consentono al pick-up jap di affrontare anche l’off-road più critico.

Inoltre, la rivisitazione delle sospensioni (il triangolo superiore di quella anteriore è stato alzato per diminuire il rollio, mentre diversa è la taratura degli ammortizzatori di quella posteriore a tre foglie) ha prodotto un maggiore comfort, mentre i supporti della cabina di nuovo tipo, specifiche guarnizioni interne su porte e montante centrale e nuovi materiali di isolamento, attutendo al meglio le asperità della strada, contribuiscono a una più efficace insonorizzazione.

D-Max N 60

C’è l’Egr a bassa pressione. Al centro della regia, il quattro in linea di 1,9 litri (che sul D-Max in prova dialoga con il cambio automatizzato a 6 marce Aisin, anch’esso migliorato nelle performance) conferma architettura e valori di potenza e coppia (164 cavalli e 36,7 kgm) della precedente unità, tagliando però consumi e emissioni di CO2 e NOx. Uno step migliorativo dell’efficienza ottenuto aumentando (del 25 per cento, fa sapere Isuzu) la pressione di iniezione, che sale a 2.500 bar, e adottando, con la tecnologia Scr, un sistema Egr a bassa pressione, oltre alla funzione start-stop.

Il giudizio di Vet

L’Isuzu D-Max N 60 è la conferma di quanto sarebbe sbagliato considerare questo pick-up buono soltanto per i percorsi off-road. In effetti, l’iconico modello jap si muove con dolcezza anche sull’asfalto, e nonostante per dimensioni non sia propriamente uno scricciolo, pure nel traffico. Il comfort e la sicurezza, grazie ai nuovi Adas, sono quelli di una berlina alto di gamma. E col cambio automatizzato ti dimentichi pure cos’è lo stress al volante.

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