L’intermodalità come perno attorno a cui far ruotare lo slancio aziendale nel 2021, dopo l’annus horribilis della pandemia, il 2020, che ha causato non solo il crollo della mobilità sul suolo nazionale ma ha anche portato alla contrazione del mercato dei veicoli pesanti. Così sì potrebbe riassumere la visione del Gruppo Smet per il futuro dei suoi trasporti, come ha giustamente ribadito l’Amministratore Delegato del Gruppo, Domenico De Rosa. Una politica, quella dell’intermodalità, al centro del PNRR e che, secondo l’AD (e come dimostrato dalle tendenze in atto), diventerà indispensabile per le strategie di movimentazione merci dei prossimi anni.

Una visione che, per quanto riguarda SMET, è stata corroborata da continui investimenti per il potenziamento delle rotte intermodali e il rafforzamento dell’organico, anche grazie all’arrivo delle nuovi colossi marittimi del vettore Grimaldi per il traffico Ro-Ro. Ne è una chiara conferma l’annuncio, sempre da parte di De Rosa, dell’avvio di una nuova campagna di assunzioni per l’organico aziendale (in cui rientreranno, presumibilmente, anche una buona quota di autotrasportatori) e dell’allargamento della flotta aziendale con numerosi nuovi rimorchi.

Gruppo SMET, dagli anni ’90 pioniere dell’intermodalità

«A metà degli anni Novanta, il Gruppo SMET è stato pioniere dello sviluppo intermodale marittimo e ferroviario – ha dichiarato De Rosa durante un’intervista – che ancora oggi rappresenta per noi una priorità assoluta. Ad oggi movimentiamo sulle navi oltre tremila mezzi a settimana, a cui si aggiungono 16 company train, sempre a settimana. Il 2021 sarà un anno di svolta per il trasporto intermodale, grazie all’arrivo delle giga navi ecologiche del Gruppo Grimaldi, che rivoluzioneranno il traffico ro-ro e l’organizzazione dei trasporti sulla dorsale tirrenica.

«Prevediamo una rapida crescita del traffico intermodale e ci stiamo organizzando di conseguenza: abbiamo già ordinato 1000 semirimorchi aggiuntivi e contiamo di effettuare circa 200 nuove assunzioni. Parallelamente stiamo dando forte impulso all’intermodalità ferroviaria. A gennaio, in partnership con TX Logistics del Gruppo Mercitalia, abbiamo inaugurato il servizio ferroviario per semirimorchi da Bologna Interporto al Terminal Nord TKN di Colonia».

Tutte le sfumature di un nuovo modo di trasportare

Quindi un’intermodalità intesa non solo come volano per le assunzioni e il rilancio occupazionale ma anche come politica portante dell’Europa, che ha fissato nel 2050 il termine ultimo per l’abbattimento delle emissioni di CO2 e per la creazione di una reale mobilità sostenibile, progetto ampiamente sostenuto anche dall’attuale premier Draghi (il cambiamento di alcuni dei principali dicasteri, tra cui l’ex MIT, ne è un chiaro esempio). Ma un concetto, quello di intermodalità, fondamentale anche nella lotta pandemica.

«Il progresso del trasporto – prosegue De Rosa – ha già oggi, 30 anni prima della data indicata, una deadline chiara e precisa per cui tutti dovranno far sì che la mobilità delle merci dovrà convergere verso uno shift modale. Perché abbiamo capito che è con questa ricetta che si va verso le emissioni zero. Naturalmente l’intermodale da solo non basta ed ecco che insieme all’Iveco abbiamo avviato un dialogo, ormai anni fa, sul tema delle trazioni alternative. Un esempio sono l’uso dell’Lng, il gas liquefatto, al posto del Diesel. Oggi siamo agli inizi delle trazioni all’idrogeno e al full electric. Tutte queste implementazioni saranno la base per conseguire questa neutralità sul consumo del carbonio». Intermodalità infine come mezzo per abbattere il rischio contagi nell’era Covid.

«Abbiamo un vantaggio con l’intermodalità nel momento in cui riduciamo la mobilità delle persone – conclude l’imprenditore – Il virus viaggia con le persone. Se siamo capaci di limitare gli spostamenti e far viaggiare solo gli assets, ovvero i trailer, abbiamo di fatto evitato dei rischi di trasferenza umana. Possiamo dire quindi che l’intermodalità, ad oggi, considerando il trasporto indispensabile per il mantenimento di un assetto socio-economico, è il sistema migliore per arrivare al Covid-free».

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