Oltre all’allarmante rincaro dei prezzi dell’energia – soprattutto gas (metano) ed elettricità – per cui il Governo si è già attivato prevedendo stanziamenti per la riduzione dell’impatto sulle bollette degli italiani (che comunque, stando a quanto riportato da Confcommercio, arriverà a sfiorare gli 11 mld € in più per le famiglie), anche i carburanti iniziano a destare non poche preoccupazioni. Al di là dell’impennata dei prezzi, infatti, un altro spettro inizia ad aleggiare: benzina e gasolio iniziano a scarseggiare sul territorio nazionale.

A lanciare l’allarme è stata Assopetroli-Assoenergia, associazione di categoria che riunisce gli attori di settore. Le aziende consociate hanno infatti constatato una preoccupante carenza della disponibilità di carburanti soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta “extrarete”, etichetta in cui rientrano tutti quei rivenditori indipendenti operanti nel mondo dell’ingrosso dei carburanti, che riforniscono sostanzialmente la rete dei distributori non stradali. Un settore che in Italia non è affatto marginale, arrivando a coprire un volume del 50% sul totale, con oltre 13 milioni di tonnellate movimentate.

Il gasolio inizia a scarseggiare. Interi settori a rischio

“Le aziende associate ad Assopetroli-Assoenergia, operative nella distribuzione dei carburanti sia attraverso la rete stradale che all’ingrosso, lamentano nell’ultima settimana una significativa contrazione della disponibilità di prodotto in Extrarete, acuitasi in questi giorni prefestivi”, avverte l’associazione di categoria, che rincara la dose.

“La scarsità di carburanti sul mercato rischia di penalizzare interi comparti produttivi, industriali e agricoli. A rischio anche la continuità delle forniture alla pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità, che le imprese della distribuzione potrebbero arginare unicamente ricorrendo a un razionamento dei carburanti e una distrazione degli stessi da altri impieghi non essenziali. Una simile iniziativa emergenziale potrebbe solo tamponare il problema senza eliminare il rischio, per comparti produttivi, di rimanere a corto di carburante a tempo indeterminato”.

Ma i consumi sono aumentati

L’allarme di Assopetroli-Assoenergia arriva dopo mesi di forti aumenti sul lato dei consumi di gasolio e benzina. Stando infatti a quanto riportato da Unem, l’associazione di categoria che riunisce le compagnie petrolifere, e in base ai dati forniti dal Ministero per la transizione ecologica, i consumi a novembre 2021 sono aumenti del 13,8%, tornando in linea al periodo pre-covid.

In questo senso il consumo di carburanti, sottolinea Unem, è aumentato, «beneficiando di un contesto economico in miglioramento e dell’aumento di consumi di servizi (viaggi e attività ricreative come cinema, teatri, stadi, discoteche) che ha favorito un maggiore uso quotidiano del mezzo privato». Un aumento di richiesta, a cui è seguito anche un rincaro dei prezzi: il costo del gasolio per autotrazione generica, come riportato dal MIMS, a novembre 2021 è stato di 1610,48 euro per 1000 litri. Con ricadute pesanti per tutto l’autotrasporto.

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