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DAF CF 530 FAD 8×4, il duro che non tradisce

DAF CF 530

DAF CF 530 Fad 8×4.

In cava come su strada, la serie Cf non viene meno al suo essere modello di pura sostanza che privilegia praticità e funzionalità abbinata, nel caso della versione per terreni difficili, a una significativa robustezza.

E con la chicca del Traxon Offroad la brillantezza a carico ne guadagna. Per una volta voliamo alto. E pur essendo il mondo del camion il territorio di nostra competenza, scomodiamo Oscar Wilde. Secondo il quale la tradizione altro non è che un’innovazione ben riuscita.

Ebbene, il concetto calza a pennello al DAF CF 530 Fad 8 per 4.

Che del rispetto della tradizione (del Costruttore olandese) ne fa un punto di forza. Senza rinunciare a implementare qua e là in maniera mirata, nelle diverse aree del veicolo, tecnologie e soluzioni che vanno a beneficio delle prestazioni , del rendimento e dell’efficienza.

Lontani per mentalità, impostazione e filosofia da ogni genere di estremizzazione stilistica e a livello di contenuti, anche nel caso del loro off-road gli ingegneri di Eindhoven hanno badato al sodo.

Il quattro assi Fad è in questo senso la sintesi della migliore tra le combinazioni possibili, proprio nel segno di quella efficienza che dovrebbe sempre essere la qualità principale di ogni veicolo.

DAF CF 530, tanto spazio per il carico

Adottando sul passo più corto (5.050 mm) la cabina Day, vale a dire la versione più compatta tra quelle disponibili (le altre sono la Sleeper e la Space), Daf massimizza infatti con la portata (poco meno di 29 ton) la produttività dell’allestimento. Questo, sia in termini di lunghezza massima consentita (6.800 mm) che per capacità di carico (20 metri cubi per la vasca ribaltabile firmata Cantoni).

Senza penalizzare l’operatività e la funzionalità a bordo, assicurata, pur nella limitata fruibilità di uno spazio naturalmente non abbondantissimo e che pure deve fare i conti con l’invadenza del tunnel centrale, da un’attenta organizzazione degli spazi e degli elementi.

E a facilitare il feeling dell’autista, leve e comandi a portata di mano, compreso il selettore del cambio nella zona bassa della plancia, volante con comandi integrati, una seduta comoda per tutte le taglie, e pure il controllo automatico della temperatura.

DAF CF 530

La meccanica

C’è più sprint col Traxon Offroad: la strategia di cambiata fuoristrada assicura trazione continua sulle ruote motrici.

L’impiego su terreni per loro natura accidentati, può essere estremo, e non fa sconti. Per questo, robustezza e solidità devono essere le prime qualità richieste a uno specializzato per la cava e la cantieristica.

Il Daf Cf 8 per 4 centra l’obiettivo schierando un telaio con longheroni di 330 millimetri di altezza per 8,5 di spessore, rinforzato internamente, su cui si innesta una catena cinematica collaudata. Anche in questo senso, quindi, niente azzardi da parte del Costruttore olandese.

La combinazione delle sospensioni paraboliche sugli assi sterzanti con quelle a geometria trapezoidale sul tandem di trazione, è garanzia di stabilità in ogni condizione di carico, anche laddove le ruote incontrano il terreno più difficile.

E a evitare brutte sorprese contribuiscono l’altezza minima da terra di 354 millimetri, l’angolo d’attacco di 20 gradi e quello d’uscita di 52 gradi.

La frenata (con Ebs) è precisa ed efficace, senza incertezze. E, in aggiunta, si può fare affidamento sulla forza dell’Mx engine brake.

In sala macchine c’è il 6 cilindri Mx-13 firmato Paccar, vale a dire il 12,9 litri common rail, con turbo a geometria variabile, proposto in abbinata al quattro assi 8 per 4 Fad della nostra prova nella sua declinazione di vertice con ben 530 cavalli.

DAF CF 530

Perfetta intesa con l’automatizzato

C’è dunque un’abbondanza di cavalli finanche esagerata per l’utilizzo in cava.

Ma ciò che sorprende positivamente di questa unità, costituendo di fatto il vero valore aggiunto del duro di Eindhoven, è da un lato l’erogazione, molto progressiva, che il Cf Fad assicura ai bassi regimi, e che abbraccia anche i 265 kgm di coppia, costanti per oltre 400 giri a partire dai mille. Dall’altro, la perfetta intesa con le 16 marce dell’automatizzato Traxon, con la chicca del software Offroad.

Disponibile sia con guida avanti che in retromarcia e selezionabile tramite comando in plancia, assicura alle ruote motrici trazione praticamente senza buchi di potenza sui terreni più accidentati. Insomma, un gran bell’andare.

2020-07-14T11:56:44+02:0010 Luglio 2020|Categorie: PROVE|Tag: , |

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