Il CTS revoca il fermo in Sicilia. Resta lo stato di agitazione
La decisione dopo il confronto del 20 ottobre con Salvini, giudicato positivamente dal Comitato trasportatori siciliani. Le imprese aderenti mantengono aperta la mobilitazione in attesa delle risposte alle questioni irrisolte.
Il Comitato trasportatori siciliani (CTS), rappresentativo della maggior parte degli autotrasportatori dell’Isola, ha revocato il fermo dei servizi dopo l’incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. A riportarlo, tra gli altri, è Il Post. Il confronto con il ministro è stato giudicato soddisfacente dalla stessa organizzazione.
La decisione arriva dopo giorni nei quali le imprese coinvolte nella protesta avevano lasciato i camion fermi nei piazzali, interrompendo le consegne. Al centro delle rivendicazioni c’è soprattutto l’aumento del costo del carburante, che dall’inizio di ottobre ha alimentato le mobilitazioni in diverse regioni meridionali.
La revoca del fermo non chiude però la vertenza: le aziende aderenti al CTS rimangono in stato di agitazione fino alla soluzione dei problemi ancora aperti. Inoltre, va sottolineato che la decisione riguarda il Comitato e non può quindi essere interpretata come una revoca generale di tutte le proteste in Sicilia o nel resto del Mezzogiorno.
Gli annunci del Governo e i prossimi passaggi
Come abbiamo già raccontato, al termine del confronto milanese il viceministro Edoardo Rixi aveva annunciato l’aumento a circa 480 milioni di euro delle risorse per i contributi contro il caro gasolio. Rixi aveva inoltre indicato una nuova finestra per le domande ai primi di novembre, con compensazione nel 2027. Per le imprese, a questo punto, restano determinanti le istruzioni operative e la conferma della effettiva disponibilità delle risorse annunciate.
Il prossimo confronto è previsto il 27 ottobre, quando sarà possibile verificare l’avanzamento degli impegni annunciati.