Caro energia, il trasporto stradale sotto pressione: IRU chiede interventi urgenti
La guerra in Iran e l’instabilità in Medio Oriente stanno facendo salire il prezzo di petrolio, diesel e gas, con effetti diretti sul trasporto stradale. IRU lancia un hub informativo dedicato e sollecita misure immediate per contenere i costi e proteggere gli operatori.
La guerra in Iran e l’escalation del conflitto in Medio Oriente stanno aggravando le tensioni sul mercato energetico globale, con ripercussioni sempre più evidenti sul trasporto stradale (qui i recenti commenti delle associazioni italiane in merito). L’aumento del Brent sopra i 100 dollari al barile, la crescita dei prezzi del diesel e le incertezze sulle forniture stanno mettendo sotto pressione operatori logistici, autotrasportatori e imprese che dipendono dalla regolarità dei flussi commerciali.
Secondo il quadro aggiornato al 20 marzo 2026, i rincari alla pompa stanno colpendo in modo diffuso. Negli Stati Uniti il diesel è aumentato del 33% dall’inizio della guerra. Nell’Unione europea la media ponderata dei prezzi, calcolata sui consumi dei camion, è salita del 25%, con il diesel arrivato a 2,1 euro al litro in media. La Spagna registra il rialzo più forte, pari al 35%, mentre in nove Paesi europei il prezzo ha già superato i 2 euro al litro.
Le proposte di IRU per il mondo dell’autotrasporto
In questo scenario IRU ha annunciato il lancio di un hub informativo dedicato, pensato per aiutare gli operatori ad affrontare una fase segnata da forte instabilità. La piattaforma mette a disposizione allerte in tempo reale sulla situazione in Iran e nell’area mediorientale, analisi settimanali sui prezzi dei carburanti e una mappa aggiornata dei valichi di frontiera nella regione. Per i membri IRU, i partner e gli abbonati al servizio Intelligence è disponibile anche un monitoraggio settimanale sull’impatto economico del conflitto.
Ma il punto centrale dell’iniziativa è politico. IRU chiede ai governi di intervenire su più fronti: rilascio delle riserve petrolifere per stabilizzare i prezzi, riduzione delle imposte sui carburanti, facilitazione dei visti per gli autisti stranieri e apertura delle frontiere senza obbligo di scambio dei semirimorchi, così da semplificare le operazioni e contenere i costi.
A livello europeo, l’associazione sollecita la Commissione a coordinare il rilascio delle riserve strategiche, introdurre flessibilità temporanea sulle accise e consentire sostegni mirati alle imprese nel quadro delle regole sugli aiuti di Stato. Il messaggio è chiaro: senza misure rapide e coordinate, il rischio è che l’emergenza energetica si trasformi in un problema strutturale per tutta la filiera del trasporto.