Il Board ACEA dei veicoli leggeri chiede all’UE di rivedere i target di decarbonizzazione
In particolare, il Board propone di estendere da tre a cinque anni l’attuale meccanismo di mediazione, per il periodo 2028-2032, e di ampliare l’elenco delle flessibilità e dei meccanismi compensativi per la conformità, oltre i piccoli BEV e quelli “made in the EU”. “L’Europa rischia di perdere il proprio vantaggio competitivo, sia come destinazione attrattiva per gli investimenti sia come polo industriale”, ha dichiarato il presidente Ola Källenius.
Nel corso della riunione del Board ACEA dedicato ai veicoli leggeri, svoltasi il 5 marzo, l’associazione ha chiesto all’Unione europea di rivedere i target di decarbonizzazione. In particolare, il Board propone di estendere da tre a cinque anni l’attuale meccanismo di mediazione, portandolo al periodo 2028-2032, e di ampliare l’elenco delle flessibilità e dei meccanismi compensativi per la conformità, oltre i piccoli veicoli elettrici a batteria e quelli “made in the EU”.
Per quanto riguarda i veicoli commerciali leggeri, secondo ACEA il mercato resta in una situazione estremamente fragile. “Non solo le vendite complessive si sono contratte, ma quelle dei van elettrici a batteria e degli ibridi plug-in hanno superato di poco il 10% delle nuove immatricolazioni. Questo significa che raggiungere gli attuali target per i van non è possibile: per il 2030 è richiesto un obiettivo di riduzione della CO2 del 35% e per il 2035 dell’80%, insieme a una mediazione più flessibile dei target per i periodi 2025-2029 e 2030-2034”.
ACEA sui target europei di decarbonizzazione per auto e veicoli commerciali leggeri
“Gli obiettivi attuali restano altamente ambiziosi e possono essere raggiunti solo insieme a misure coerenti su scala europea che stimolino davvero la domanda. Sebbene la proposta sul Clean Corporate Vehicle sia pensata per accelerare l’adozione in questo segmento, nella sua impostazione attuale si basa su obblighi più che su incentivi. Questo solleva serie preoccupazioni sull’efficacia di un approccio di questo tipo”. In particolare, ACEA esprime timori alla luce dell’intensificarsi della concorrenza globale, della fragilità delle catene di approvvigionamento e della crescita del protezionismo.
ACEA sta inoltre valutando la proposta della Commissione sull’Industrial Accelerator Act. “La domanda chiave è se rafforzerà davvero la resilienza del settore e la tutela dell’occupazione, oppure se introdurrà nuovi costi e maggiore complessità per i costruttori automobilistici. In quest’ultimo caso, il rischio è quello di produrre l’effetto opposto, facendo aumentare i prezzi dei veicoli e restringendo l’intero mercato”.

“L’Europa rischia di perdere il proprio vantaggio competitivo, sia come luogo attrattivo in cui investire sia come polo industriale, con conseguenze significative per l’occupazione e l’innovazione, a meno che non si trovi un modo migliore per sincronizzare l’ambizione climatica con la realtà industriale e la competitività globale”, ha dichiarato il presidente di ACEA, Ola Källenius. “Nella riunione di oggi del Board ACEA sui veicoli leggeri, tutti hanno concordato sul fatto che la decarbonizzazione sia la strada da seguire e che la flessibilità proposta nel pacchetto automotive di dicembre sia un segnale positivo, ma insufficiente a trasformare concretamente l’industria automobilistica. I costruttori europei di auto e van chiedono al Parlamento europeo e agli Stati membri di rafforzare il pacchetto automotive, per garantire che l’Europa resti un mercato sostenibile per auto e veicoli commerciali leggeri anche oltre il 2030”.