ACEA, furgoni e camion: il parco UE cresce ma resta anziano. Diesel ancora padrone
Il report ACEA “Vehicles on European Roads” dice che in UE aumentano furgoni e camion, ma l’età media resta alta e la quota elettrica è marginale. Senza ricambio rapido, decarbonizzazione più lenta.
Il mercato corre, la transizione arranca. È questo il messaggio che emerge dal rapporto ACEA “Vehicles on European Roads” (qui il documento originale in inglese), pubblicazione che fotografa quanti veicoli circolano davvero sulle strade europee e con quali caratteristiche.
Camion e furgoni circolanti: l’età media
Nel 2024, secondo ACEA, nell’Unione europea erano in circolazione 31,1 milioni di veicoli commerciali leggeri (furgoni). Il dato è rilevante anche per la concentrazione geografica: circa metà del parco si trova in tre Paesi, Francia (6,5 milioni), Italia (4,6 milioni) e Spagna (4,2 milioni). Sul fronte dei veicoli industriali, le strade UE contano 6,2 milioni di veicoli commerciali medi e pesanti, in crescita dello 0,9% rispetto al 2023. Quasi metà del totale è concentrata in Italia (988.165), Germania (969.920) e Polonia (841.545).

Il nodo, però, non è solo quanti mezzi ci sono, ma quanti anni hanno. ACEA sottolinea che sostituire i veicoli più vecchi con modelli più recenti e puliti “può richiedere anni, se non decenni”. Un fattore che pesa direttamente su emissioni, consumi e sicurezza, perché i mezzi più anziani adottano in genere tecnologie meno efficienti.
I numeri confermano: l’età media dei veicoli commerciali leggeri nell’UE è 12,9 anni. Tra i principali mercati, l’Italia risulta avere il parco furgoni più datato (15 anni), seguita da Spagna (14,7 anni) e Francia (11,2 anni). Per i camion, la media sale a 14 anni: la Grecia guida la classifica dei parchi più vecchi (22,9 anni), mentre i più recenti si registrano in Austria (7,4 anni) e Lussemburgo (7,7 anni). In Italia, la media si attesta intorno ai 20 anni (19,8).

Alimentazioni, diesel ancora padrone: i dati di ACEA
Quanto alle alimentazioni, il quadro resta dominato dal diesel. Nei furgoni, il 90,3% del parco UE è diesel, mentre solo l’1,3% è elettrico a batteria (BEV). Tra i camion, il 96,3% va a diesel; la benzina pesa 0,5% e i BEV si fermano allo 0,3%.
In riferimento all’Italia, i VAN BEV rappresentano solo lo 0,5% mentre i diesel quasi il 90% (89,6); per i truck, la situazione peggiora: il 98,2% del circolante in Italia è alimentato a diesel.

Il report, qui, evidenzia uno scarto strutturale importante: anche se le nuove immatricolazioni stanno cambiando, il circolante si muove lentamente. In conclusione, ACEA sottolinea che i target legislativi sono solo una parte del puzzle della decarbonizzazione: serve un percorso “pragmatico” e, soprattutto, un ecosistema che renda più facile il rinnovo del parco, attraverso infrastrutture di ricarica e incentivi all’acquisto e fiscali capaci di stimolare la domanda.
