La gigafactory che si sarebbe dovuta realizzare a Termoli, in Molise, secondo i piani della joint venture ACC (Automotive Cell Company) non si farà. La notizia era nell’aria, adesso è stata ufficializzata da parte dei partner Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies. Insieme a quella italiana, la parola fine è stata posta anche al progetto della gigafactory di Kaiserslautern, in Germania.

Troppe le incognite e i punti interrogativi, insomma, relativamente a un’idea decisamente ambiziosa perché metteva insieme attori importantissimi nella filiera del trasporto, ma anche paesi diversi e centrali nell’automotive europeo, come Germania, Italia e Francia. Proprio in Francia, peraltro, si trova l’unico sito finora realizzato, nella regione Hauts-de-France, inaugurato nel 2023.

Non ci sarà nessuna gigafactory a Termoli

Termoli e Kaiserslautern, secondo i propositi, avrebbero dovuto seguire a stretto giro, ma le incertezze sulla roadmap di elettrificazione a livello europeo hanno certamente pesato nella decisione presa dai partner. Rumor parlano di un distacco di TotalEnergies dal progetto iniziale, che ha spinto anche gli altri alla prudenza. Peraltro, Stellantis ha da poco annunciato una netta inversione di tendenza rispetto ai piani di elettrificazione della gamma annunciati dall’ex CEO Tavares non più di qualche anno fa. Ci si concentrerà, specialmente per quanto riguarda le auto, anche su soluzioni ibride ed endotermiche nel futuro prossimo.

Naturalmente, i sindacati italiani hanno espresso delusione e preoccupazione per le ricadute occupazionali della decisione assunta da ACC. “L’unico modo per salvaguardare lo stabilimento di Termoli diventa, quindi, l’arrivo immediato di produzioni meccaniche”, hanno detto Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Francesco Guida, segretario generale della Uilm di Campobasso.

“Chiediamo con urgenza un incontro alla Direzione di Stellantis, nel quale ci aspettiamo risposte immediate e concrete. La mancata realizzazione della gigafactory ACC deve essere difatti compensata da scelte industriali chiare e coerenti: Termoli deve ricevere nuovi prodotti, in grado di garantire continuità produttiva, occupazione e prospettive di lungo periodo. Inoltre si pone un problema occupazionale per trentaquattro lavoratori italiani, di cui ventuno ex Stellantis, già assunti da ACC e attualmente in Francia, che dobbiamo assolutamente tutelare chiedendo a Stellantis di riassumerli”, si legge in una nota della sigla sindacale Uilm.

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