Promosso. Una volta tanto è doveroso cominciare dalla fine. Ovvero dal giudizio che fa sintesi dei numeri, delle evidenze e anche delle sensazioni emerse dai 308 chilometri percorsi dal Mercedes eActros 600 sul percorso disegnato da Vado e Torno e riservato ai pesanti cento per cento elettrici.

Ed è una promozione che fa storia. Per almeno un paio di validi motivi. Anzitutto perché, fasciata di un elegante abito azzurro, l’ammiraglia full electric della Stella si è messa alla prova non soltanto limitandosi a tenere a battesimo il tracciato del nostro test, ma soprattutto accettando di farlo con rilevamento dei consumi. Dettaglio che scontato non è per il veicolo appartenente a una categoria, quella, appunto, dei pesanti stradali elettrici, sulla quale non sono mancate e tuttora non mancano le perplessità, sul fatto che effettivamente possa sbrigare faccende fino a oggi di esclusiva pertinenza dei truck con motore diesel.

mercedes-eactros-600-prova

Mercedes eActros 600: la prova della strada (sotto la pioggia)

Ebbene, senza timori reverenziali, il Mercedes eActros 600 si è messo in gioco, confermando ottime qualità di stradista e maratoneta. E più ancora dimostrando nei fatti che sì, la possibilità di un utilizzo sul lungo raggio è cosa già oggi fattibile. Peraltro, motivo numero due, l’eActros è stato messo alla frusta in una giornata che più complicata ed estrema dal punto di vista climatico non poteva essere.

Potremmo dire che più che un battesimo del fuoco si è trattato di un battesimo dell’acqua. Eppure, benché caricato a 44 ton (a proposito: agli elettrici è consentita la tolleranza di 2 ton per compensare il peso delle batterie, dunque si passa da 18 a 20 ton per il trattore e da 44 a 46 ton per la combinazione) il più silenzioso dei pesanti Mercedes è sembrato non accorgersene. E già questo la dice lunga sulle doti dell’eActros 600.

mercedes-eactros-600-prova-4

Impostato in modalità di marcia Economy (Range e Power le altre due opzioni) il pesante con la Stella mantiene un ritmo brillante anche quando la pioggia si infittisce rendendo un fiume l’asfalto, dell’A1 e dell’A15 in particolare (in totale poco più di 100 chilometri).

Le sensazioni a bordo del veicolo

A bordo, l’unico rumore che si percepisce è quello dei goccioloni che si infrangono sul parabrezza. Ma l’eActros non fa una piega, stabile e preciso anche quando, salendo verso Berceto, tocca superare qualche vettura che procede incerta. Tutto è affidato al predittivo, che gestisce ottimamente limitando gli interventi del conducente.

Dove però l’eActros 600 cala l’asso è nel tratto di ritorno, da Berceto a Parma: 51 chilometri a scendere con pendenza piuttosto costante, che il ‘nostro’ si mette alle spalle percorrendoli veleggiando a costo zero. Si sfrutta l’energia recuperata: come indica il display, sono quattro preziosi punti percentuali, dal 55 al 59 per cento, che consentono di coprire la tratta fino ad affacciarsi sull’A1 dove, percorsi ancora un paio di chilometri, l’indicatore di carica torna a segnare quel 55 per cento di energia rimasta che avevamo al giro di boa a Berceto.

mercedes-eactros-600-prova-1

Che l’eActros 600 rappresenti un concentrato ad alta densità di tecnologia e stile, risulta evidente a prima vista. La cabina, ad esempio. Battezzata Procabin non è soltanto accogliente (dentro) e attraente (fuori), ma soprattutto efficiente sul piano aerodinamico (linee morbide, calandra piena, frontale allungato di 80 mm e Cx tagliato di nove punti).

E poi quel che c’è sotto, dal telaio a longheroni profilati a ‘U’ ad alta resistenza alle sospensioni pneumatiche davanti e dietro, ai freni a disco su entrambi gli assi combinati con i vari sistemi di assistenza, frenata di emergenza compresa, fino al freno di stazionamento elettrico, senza dimenticare l’utilissimo recupero di energia in frenata e i cinque livelli di gestione del freno motore.

La catena cinematica, basata sull’assale elettrificato

Ma al centro di tutto c’è l’eAxle, ovvero il raffinato assale elettrico progettato e messo a punto direttamente da Mercedes. Un gioiellino hi-tech che in un certo senso rappresenta l’evoluzione della catena cinematica convenzionalmente intesa (che qui, naturalmente, non c’è), applicata in questo caso al pesante full electric. L’eAxle integra due motori elettrici e il cambio a 4 marce.

mercedes-eactros-600-prova-3

Ad alimentare i motori accreditati di una potenza continua di 400 kW (600 kW di picco) è la combinazione di tre pacchi batteria al litio-ferro-fosfato, con celle CATL. Scelta, quest’ultima, che assicura, spiegano in Mercedes, l’utilizzo di oltre il 95 per cento della capacità installata. La capacità di ciascuna batteria è di 207 kWh, dunque 621 kWh complessivi installati e 600 kWh utilizzabili. Così configurato, Mercedes dichiara per l’eActros 600 un’autonomia di 500 chilometri. Che sono reali e probabilmente anche sottostimati. Noi, infatti, ne abbiamo percorsi 308, chiudendo il test con un restante 38 per cento di energia nel ‘serbatoio’. Fate voi.

Il giudizio di VeT

In primo piano

Articoli correlati

Polemiche al calor bianco: quel ponte che divide

Approvato il progetto definitivo dell’opera che collegherà Sicilia e Calabria attraverso quello che con i suoi 3.300 metri sospesi sul mare sarà il ponte a campata più lungo del mondo. Costo stimato di 13,5 miliardi di euro, già stanziati. Con l’inizio della cantierizzazione entro ottobre, apertu...

È iniziata l’invasione dei furgoni d’Oriente

C’è tanto Far east nella top-10 dei furgoni elettrici immatricolati nel 2025 in Italia, conferma di un mercato in crescita, vivace e aggredibile anche da nomi nuovi. In attesa di vedere gli effetti di incentivi ed ecobonus.