Mahindra GOA Pik-up Plus. L’indiano venuto da Sparta

La nostra forza è il prezzo. Così recita il claim di una nota catena di negozi d’arredamento. Lo stesso si potrebbe dire del nuovo Goa Pik-Up Plus (proprio così, pik senza ‘c’) di Mahindra, proposto nella versione a doppia cabina a partire da un listino di 17.700 € (Iva esclusa). È una premessa doverosa da fare, non semplicemente per sottolinearne l’economicità, quanto per giustificare un metro di giudizio che inevitabilmente chiude un occhio su alcuni aspetti del Goa non all’avanguardia per questa categoria di veicoli omologati N1.

Mahindra GOA, restyling sì ma con un occhio di riguardo al prezzo

Dunque, autocarri a tutti gli effetti. Proprio in quanto tali, veicoli da lavoro e non raffinate supercar come invece vengono proposti da molti costruttori, non devono necessariamente essere lussuosi e superaccessoriati, ma piuttosto spartani, robusti e adatti a essere ‘maltrattati’ e utilizzati in condizioni poco ortodosse. E allora sì che il prezzo conta eccome! Rispetto alla versione precedente, il Goa Pik Up ha subito un profondo restyling sia estetico che tecnico, che gli ingegneri indiani riassumono in ben 51 aree di miglioramento. Il design della carrozzeria, anche se non si può certo definire all’ultimo grido, è però personale e conferisce al Goa un aspetto più grintoso e armonico, con la mascherina a inserti cromati, il gruppo ottico con luci diurne a Led e i cerchi in lega argentati da 16”. Gli interni si arricchiscono di nuove dotazioni, tra cui spicca lo schermo touch da 7 pollici con infotainment e navigatore, il climatizzatore automatico e il cruise control. A livello meccanico, invece, il motore di 2,2 litri battezzato m-Hawk cresce di potenza (140 cv) e coppia (33,6 kgm), e viene abbinato a un più funzionale cambio a 6 rapporti (prima erano cinque) mentre la trazione integrale e le marce ridotte sono a inserimento elettrico.

Mahindra

La meccanica

Impostazione tradizionale, struttura classica e poca elettronica per privilegiare robustezza e affidabilità. Offerto anche con trazione sulle sole ruote posteriori e nella variante a cabina singola, nella versione a trazione integrale e cabina doppia della prova il Goa Pik-Up Plus ha un cassone da 1.489 mm di lunghezza che consente un carico utile di 995 chili. La struttura è quella classica, col telaio a longheroni al quale sono ancorate sospensioni anteriori a ruote indipendenti, con barre di torsione, e posteriori con molle a balestra. I freni sono a disco autoventilanti sull’avantreno e a tamburo sull’asse posteriore. Il 4 cilindri Euro 6 indiano è dotato di distribuzione a 4 valvole, turbo intercooler e iniezione common rail Bosch di seconda generazione. La coppia massima è disponibile da 1.600 a 2.800 giri, mentre i 140 cavalli di potenza vengono erogati a 3.750 giri. Il Goa non è ‘cattivo’ nel senso che non regala emozioni adrenaliniche in ripresa. Ma si fa apprezzare per i consumi tutto sommato contenuti, mediamente inferiori ai 10 litri/100 km. Il cambio, che ora gode di una frizione irrobustita, ha 6 marce avanti più la retro, e grazie al riduttore, che si inserisce elettricamente ruotando il selettore sistemato sul tunnel a fianco del freno a mano, permette di affrontare anche i fuoristrada più impegnativi.

Basta un clic e si va in 4Wd col Mahindra

La trazione, normalmente innestata sulle ruote posteriori, diventa integrale agendo sul medesimo selettore. Di serie c’è il differenziale posteriore meccanico con bloccaggio automatico al cento per cento e i mozzi anteriori liberi a inserimento automatrico. La dotazione di sicurezza è limitata a Abs, Esc e doppio airbag guidatore passeggero, a cui si aggiungono gli utili dispositivi Hill holder e Hill descent control che aiutano nelle ripartenze in salita e limitano automaticamente la velocità in discesa.

2020-02-20T13:00:22+01:0020 Febbraio 2020|Categorie: PROVE|Tag: , , |

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