È iniziata oggi, a Padova, la quarta edizione di Green Logistics Expo, la fiera della logistica sostenibile in programma fino a venerdì 16 ottobre. Un appuntamento ormai ben radicato sul territorio e ben inserito nel calendario fieristico annuale del settore. Come abbiamo potuto vedere durante la nostra visita, al di là dei 300 espositori circa dichiarati dagli organizzatori di Interporto di Padova, Green Logistics Expo si caratterizza principalmente per i tanti convegni e le tante conferenze in programma nell’arco dei tre giorni nella sala plenaria, ma anche negli altri spazi ricavati all’interno dei due padiglioni della fiera.

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Dunque, informazione e networking sono i punti forti di questo evento, nato nel 2018 per rispondere alla necessità di trovare un punto di incontro tra i diversi attori della logistica, specialmente quelli più interessati a transizione energetica e spinta alla sostenibilità. Quest’anno, poi, oltre alla stretta attualità (vedi tensioni geopolitiche crescenti, rotte logistiche che cambiano, opportunità del trasporto intermodale, giusto per citare qualche tema) hanno trovato spazio nei dibattiti argomenti diversi, come le possibilità e i rischi dell’applicazione delle logiche di intelligenza artificiale nel mondo della logistica, appunto.

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Green Logistics Expo 2026, presenti anche alcune importanti aziende di trasporto

Di veicoli, per la verità, ne abbiamo visti proprio pochi, ma forse non era il luogo adatto. Movimentazione portuale e trasporto ferroviario la facevano da padroni nei corridoi della fiera, che hanno visto la presenza di alcuni grandi operatori di trasporto, come DSV, Rhenus Logistics, CMA CGM o, a proposito di trasporto intermodale, Ambrogio Intermodal. Massiccia, invece, la presenza di alcune associazioni di settore, ognuna con la propria piccola o grande collettiva. Da Assologistica, che davvero non può mancare a un appuntamento come quello di Padova, alla UIR (Unione Interporti Riuniti), che faceva da collettore, appunto, a una serie di aziende e organizzazioni associate. Fino all’ormai consueta presenza di SOS LOGistica, che ha riunito in una collettiva alcune delle aziende associate e ha dato vita a una serie di incontri molto interessanti che hanno spaziato dalle logiche dell’AI al trasporto elettrificato in ambito portuale, fino alla questione doganale. E tutto questo soltanto il primo giorno.

Sullo sfondo della fiera padovana c’è la rapida evoluzione della logistica italiana, naturalmente inserita in un contesto internazionale sempre più complesso. Logistica che, come è stato detto nel corso del convegno inaugurale, secondo un recente studio genera il 19 per cento circa del PIL italiano considerando anche l’indotto, con Nord-Ovest e Nord-Est a incidere per ben oltre la metà dei flussi, grazie anche alla presenza di valichi, porti, alcuni dei maggiori interporti e, aggiungiamo, anche al collegamento stradale con una delle zone più produttive d’Europa, quella centrale.

Assologistica e Interporto Padova tra le voci più autorevoli

“La multimodalità è un aspetto fondamentale per la nostra logistica, che deve sì guardare all’Europa, ma anche all’Africa, continente in grande crescita”, ha detto Paolo Guidi, direttore generale di CMA CGM Italy, nonché presidente di Assologistica dal dicembre dello scorso anno. “Un prodotto eccellente, se non è disponibile nei tempi richiesti o se ha una catena di fornitura opaca e troppo esposta agli imprevisti, perde valore sul mercato”, ha aggiunto Guidi.

“Le catene logistiche non sono lineari: sono reti globali esposte a tensioni geopolitiche, congestioni, eventi climatici e nuove regole ambientali. La resilienza non è autosufficienza, è capacità di connessione: collegamenti affidabili con i mercati, porti efficienti, terminali capaci, ferrovia competitiva, strada funzionale e procedure che non fermino le merci”, ha aggiunto, precisando, a proposito di intermodalità, che c’è tanto ancora da fare e che è impensabile pensare di aumentare i volumi di traffico nei porti senza raccordi ferroviari efficienti, per esempio.

In precedenza, il presidente di Interporto Padova, Luciano Greco, aveva fatto il punto sulle tendenze attuali. Nell’ultimo anno, il noleggio delle petroliere è cresciuto del 180 per cento e il trasporto container sulle lunghe distanze del 120 per cento. La drastica riduzione dei transiti nello stretto di Hormuz, così come tra Suez e Bab el-Mandeb, hanno effetti evidenti su inflazione e produzione industriale, specialmente nel Nord-est. Per continuare a generare efficienza, insomma, la logistica è chiamata a fare uno sforzo di flessibilità non indifferente. E tutt’altro che semplice.

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