Autotrasporto, le associazioni chiedono un incontro urgente al Governo Meloni
Le federazioni sollecitano l’attuazione dell’intesa raggiunta a Palazzo Chigi il 22 maggio. Al centro delle richieste, i tempi di compensazione del credito d’imposta, la proroga del quadro temporaneo europeo sugli aiuti, l’aggiornamento dei valori di riferimento e il caro carburanti.
Le associazioni dell’autotrasporto rappresentate nell’Albo chiedono una convocazione urgente al Governo Meloni per affrontare i ritardi nell’attuazione dell’intesa raggiunta a Palazzo Chigi il 22 maggio (qui il nostro articolo dedicato). Nel comunicato diffuso oggi, 8 ottobre, le federazioni denunciano una situazione diventata “insostenibile” per le imprese, tra ritardi burocratici e incertezze operative.
La richiesta arriva pur riconoscendo alcuni interventi dell’esecutivo: l’introduzione dell’automatismo per recuperare le risorse a fronte del taglio delle accise e la riduzione da 60 a 30 giorni dei termini di silenzio-assenso per la compensazione dei crediti derivanti dal rimborso delle accise. Misure che però, secondo le associazioni, non risolvono i nodi ancora aperti.
Credito d’imposta e aiuti: le richieste al Governo
Tra le priorità indicate dalle federazioni figura la certezza sui tempi di utilizzo del credito d’imposta, a partire dal differimento del termine per la compensazione, attualmente fissato al 31 dicembre.
Le associazioni chiedono inoltre che il Governo si attivi presso la Commissione europea per prolungare il Temporary Framework, il quadro temporaneo europeo sugli aiuti. Una richiesta motivata dal perdurare delle tensioni geopolitiche e delle difficoltà economiche che interessano il settore.
Sul fronte dei costi, le associazioni sollecitano l’aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, che – come sottolineato nel comunicato – sono fermi allo scorso marzo. UNATRAS chiede poi un intervento per contenere il prezzo dei carburanti sul mercato extrarete. Il tema del gasolio si affianca, quindi, a quello dell’accesso alle risorse: per le federazioni, entrambi richiedono risposte non più rinviabili.
In assenza di un confronto, tutte le associazioni – pur senza andare nello specifico – avvertono che valuteranno i prossimi passi da compiere.