La passione per i camion Alessandro Crifò, classe 1978, l’ha ereditata dal papà: «Sin da piccolo, dall’età di sette anni, quando non andavo a scuola, partivo con lui sul suo Fiat 643. Erano i gloriosi Anni 80. Rubavo con gli occhi ogni suo gesto, ogni sua manovra. È così che è nata la mia passione per i camion», ricorda Alessandro. «Anche a scuola non facevo che disegnare camion sui banchi e sui libri». Ed è così che, appena raggiunta l’età giusta, Alessandro ha preso la patente del camion e ha iniziato a lavorare nella ditta del padre, con un Fiat 190.42. Mentre ora guida Volvo. «Già da qualche anno utilizzo camion Volvo e mi trovo molto bene», dice Alessandro, «Ho avuto un Volvo Fh 500, poi sono passato all’Fh 16-550 e infine, l’ultimo entrato in scuderia, un bellissimo Fh 500 Tc I-Save blu scuro metallizzato. Ero curioso di provare il turbo-compound. Ne avevo letto sulle riviste specializzate e ero rimasto colpito dall’ingegnosa soluzione che sfrutta l’energia residua dei gas di scarico spingendola verso la turbina aggiuntiva».

Col Volvo FH Tc I-Save 500 cavalli spingono più di 550

«Sono proprio soddisfatto del nuovo D13, col turbo-compound spinge sin dai bassi regimi, anche di più del 550. E si è rivelato essere anche piuttosto parsimonioso. Noi viaggiamo sempre a pieno carico con 44 ton e le strade che percorriamo mettono sotto torchio tutti i mezzi. Basti pensare che l’autostrada da Reggio Calabria a Salerno è tutta in salita, senza contare poi il valico appenninico. Mediamente l’Fh 500 Tc I-Save percorre dai 3,2 ai 3,4 chilometri al litro. Certo, oltre al turbo-compound concorrono altri fattori per far guadagnare i 300 Nm di coppia in più rispetto ai motori tradizionali. Me lo sono studiato bene questo motore che ha pure dei pistoni speciali con camera di scoppio a forma d’onda per migliorare la combustione, convogliando calore ed energia al centro dei cilindri».

«Il sistema I-Save, bisogna dirlo, comprende però altre soluzioni tecnologiche votate ad abbassare i consumi. Come i nuovi assali posteriori ad alta efficienza energetica e basso attrito», spiega Alessandro, «Poi, con l’ultima versione del cambio automatizzato I-Shift a doppia frizione i passaggi di marcia sono molto fluidi e avvengono sempre al giusto regime. Mentre l’I-See basato su mappa, utilizzando la tecnologia Gprs, prevede le pendenze del percorso e adatta la marcia di conseguenza. Infine, l’I-Cruise regola la velocità in base al percorso e, dove possibile, sfrutta la forza d’abbrivio mettendo il cambio in folle. Tutto ciò fa cambiare lo stile di guida. Veleggiando in autostrada tra i 900 e i 1.300 giri con un filo di gas macini chilometri. A fine mese, al di là di tutti i dati forniti dal computer di bordo, ti accorgi dell’effettivo risparmio di carburante dal peso del portafoglio. Siamo nell’ordine del 5-6 per cento in meno, prendendo come termine di paragone l’Fh 16-550».

Una cabina con la lode

Alessandro sta fuori tutta la settimana, quindi anche il comfort in cabina è molto importante: «Dal posto di guida riesci a controllare agevolmente tutti gli strumenti. La plancia ti avvolge e anche i comandi sono facilmente raggiungibili. Si vede che è stata pensata in funzione delle esigenze di chi guida. Ma caratteristica di questo camion è la silenziosità, comune a tutti i Volvo. Nelle lunghe trasferte conta parecchio. Anche l’assorbimento delle asperità del manto stradale è attutito dai soffioni della cabina, nonostante le sospensioni anteriori siano a balestra. Mentre quelle posteriori sono pneumatiche. Una scelta che, a mio giudizio, da più precisione nell’inserimento in curva. E poi, un assetto più rigido mi da più sicurezza, anche se ho sentito dire da alcuni colleghi che la soluzione full pneumatic non dà alcun problema».

«Generalmente dormo in cabina cinque notti su sette nella cabina Xl Globetrotter, che è molto comoda e spaziosa. Gli interni Volvo, a differenza di altri camion, sono essenziali e senza fronzoli. Personalmente, trovo la cuccetta molto confortevole, anche se nella parte dietro il sedile del passeggero mi sembra sia un pochino stretta. Il clima è ottimizzato dall’impianto per la sosta e è gradevole sia d’estate sia d’inverno».

Volvo FH 500, in termini di sicurezza ‘tanta roba’

«In quanto a sistemi di sicurezza, tanta roba, come dicono i milanesi. Il Distance alert, passati i 60 all’ora, se ritardi un attimo la frenata rispetto al veicolo che ti precede, inizia a emettere suoni e segnali visivi sempre più frequenti e intensi fino a che non frena da solo», spiega ancora Alessandro, «E il nuovo Cruise control adattivo riconosce automaticamente i segnali stradali come limiti di velocità, divieti di sorpasso, o altro e te li fa vedere direttamente nel quadro strumenti. E sempre sto ‘saputo’ (scherza Alessandro) nelle lunghe discese attiva automaticamente i freni per mantenere la velocità impostata. Insomma, siamo a un passo dalla guida autonoma e il Volvo Fh 500 Tc ISave ne è la prova».

La storia della Trasporti Alessandro Crifò

Prende vita nel 2014 la ditta Trasporti Alessandro Crifò con sede a Terme Vigliatore, in provincia di Messina. «La voglia di fare era tanta come anche le difficoltà, ma non mi sono scoraggiato. Ho iniziato con uno Stralis bilico. Oggi mi trovo con cinque camion, due semirimorchi frigo, tre telonati e quattro cassonati, due muletti, quattro autisti dipendenti, un piazzale per il deposito, il carico e lo scarico delle merci.

Negli ultimi anni ho anche investito nella logistica integrata, per fornire ai clienti un servizio più completo», dichiara orgoglioso Alessandro. Che prosegue spiegando come l’attività della Crifò consista principalmente nel traporto di piante di agrumi e di ulivi dalla Sicilia all’estero, Austria e Germania in primo luogo. Al ritorno, i camion si fermano in Emilia Romagna a caricare materiale edile che poi viene trasportato in Sicilia.

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